Banane plantain (Platano) perché non lo utilizzo….. per ora

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Rispondo velocemente con questo articolo a tutti coloro che mi chiedono per quale motivo non utilizzo Platano nelle mie preparazioni pur essendo un alimento utile nelle MICI. Questa pianta è molto sensibile a parassiti e malattie, tra cui Black Sigatoka (Mycosphaerelia fidjiensis var difformis),  Sigatoka (Mycosphaerella musicola) e infezioni Ralstonia solanacearum ( “Moko”), nematodi e punteruoli vegetali categoria parassita. La lotta contro questi agenti patogeni multipli si traduce spesso in un grande ed inefficiente utilizzo di antiparassitari o anticrittogamici a medio e lungo termine: insetticidi, nematocidi, soprattutto erbicidi. Purtroppo nelle farine e nei frutti freschi analizzati, abbiamo avuto riscontro importante della presenza di questi componenti. Allo stato non ho trovato ancora alcun fornitore che mi garantisca un alimento farinaceo idoneo e pertanto non posso assolutamente fornire questo alimento che reputo intrinsecamente pericoloso. La ricerca continua e seguo con interesse le sperimentazioni con protocolli naturali che sono in atto nei paesi produttori, anche se ritengo che i maggiori benefici li avranno esclusivamente le popolazioni locali.

Per coloro che studiano e testano in base alla scienza dei Gs riporto le caratteristiche: ALLERGENI / reagenti • Contiene una lectina problematica che floccola il siero nei gruppi A e Zero che induce una crescita batterica “cattiva”
—-> Questo è un alimento a basso valore FODMAP. (Il termine FODMAP è un acronimo, derivato da fermentabile, oligo, di-, monosaccaridi e polioli) I FODMAP sono brevi carboidrati a catena che sono scarsamente assorbiti nel piccolo intestino. La restrizione nell’assunzione di FODMAP è auspicabile per migliorare il controllo dei sintomi nelle persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e altri disordini funzionali gastrointestinali. Ad oggi verifico la compresenza di Fungal nei test in coloro che ne assumono settimanalmente in particolare nei Gs specificati.

LETTURA Lectine –> Microbial Adhesins –> Fungal lectins –> Candida Albicans Adhesins

Ricordo che non sono medico e bla bla bla bla e che questo articolo non può essere riprodotto senza il mio consenso

Luna Calante – Fase: 88,44 % – Ripartenza protocolli Gs A – Parassitosi A

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Ciao

Scrivo qui per raggiungervi tutti in una volta sola

Ripartenze dei nostri protocolli: Gs A

A) Decotto di Tarassaco radice Europa tutta la giornata senza filtrare PS:Non gettare le foglie esterne del Carciofo, aggiungerle alla radice di Tarassaco da freddo.
B) Holy Basil Ginger prima di coricarsi
C) Semi di Zucca “Shine Skin”  un cucchiaio di semi interi ben masticati nella giornata come spuntini oppure appena frullati sopra insalate o verdure cotte
D) Avena Deamarizzata fiocchi con semi di Lino Gold sfarinati in frullatore per fare le crespelle (ricetta individualizzata) e inseriti anche in composta (ricetta individualizzata)
E) Shake individualizzati due volte a settimana con inserimento di un cucchiaino di semini di Sesamo
F) Butter Ghee in ogni preparazione possibile e crudo anche aromatizzato (individualizzato)
G) Minestroni Detox (individualizzati) e zuppe (individualizzate) verdure crude permesse con protocollo igiene alimentare individuale con particolare super-attenzione per i prodotti Biologici.
I) Futomaki, frittate ghee zucchine e carciofi+porro,
L) State lontane dalle leguminose per una settimana in particolare: endometriosi, fibromialgie.

Non sono medico ma cuochino, sono solo consigli. Contattatemi per menù personalizzati e delucidazioni come al solito.

ciao

Lux

 

Grazie alla corsa al ribasso nelle materie prime alimentari……..mangiate

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Ciao

Avevo promesso su FB un’analisi comparativa alla mia amica Cesarina Battaglia e non manco alla parola datale. Spero ti sia utile Cesi, ma anche ad altri.

E’ da qualche anno che per, non sempre, giustificate situazioni economiche, i consumatori, di qualsivoglia indirizzo nutrizionale, ricercano, e spesso pretendono, alimenti a basso costo con motivazioni al limite della mia esclusivissima poca intelligenza e competenza nel settore. Queste richieste, a volte comprensibili, vanno di pari passo con quanto, molto astutamente, dei personaggi che pensano esclusivamente alle proprie tasche piene, rilasciano…., quotidianamente a livello “divulgativo” sul Social, informazioni diciamo a “basso costo”. Così mi costringo a leggere articoli, i più disparati, su quel nutriente che avrebbe poteri miracolosi, sull’altro che sarebbe cancerogeno, sulla molecola scoperta che ti rende indistruttibile o dell’altra che ti rende magro e longilineo, o dell’enzima che certamente ti manca o dell’enzima che certamente è in eccesso, dei batteri che da buoni sono diventati cattivi, della dieta perfetta, della dieta disastrosa che prima era perfetta, della dieta morale e di quella immorale, della dieta ancestrale e di quella dieta crudele e quella non crudele… e così facendo e discorrendo in interminabili post molto spesso debordanti in insulti e minacce e conseguenti “bannamenti” immediati, o di domande anche intelligenti alle quali questi stravaganti “informatori scientifici!” non sanno manco rispondere coerentemente. Ma, di fondo, rimane sempre strisciante la ricerca del profitto: sia per chi inconsciamente riceve queste informazioni, non andando nemmeno a verificare i link scientifici allegati, che spesso sono tradotti malissimo e volutamente indirizzati (qui viene indotto al Fai-da-te nutrizionale e all’acquisto di sottoprodotti di lavorazioni da scarto), sia, ovviamente, da chi rilascia queste pseudo informazioni dalle quali ricava profitto ad ogni “click” ricevuto o da chi gioverà della, spesso, menzognera informativa su quel nutriente o sull’altro. Due risultati vengono in questo modo raggiunti: l’utente risparmierà (crede) e “l’informatore social” guadagnerà con tutta la filiera dietro innescata a cascata.

Ma sta di fatto che a tutt’oggi le persone che non stanno bene di salute restano tante, molte, troppe. E’ Incredibile no? la logica imporrebbe che a tanta informativa “utile” dovrebbe corrispondere un benessere acquisito sia finanziariamente (col fai da te quindi col risparmio estremo) sia salutistico. Ma così non è purtroppo….

Ad onore del vero la cosa ancor più preoccupante è che spesso mi ritrovo a “consolare” proprio gli amministratori di queste pagine “informative” che, lungi dall’essere coerenti, fanno come il famoso adagio….ritrovandosi essi stessi in situazioni di salute che dire precaria è un eufemismo!!!!

La matematica dovrebbe essere strumento base di valutazione, in particolare proprio per coloro che piangono sempre sui prezzi dei nutrienti, in quanto imporrebbe che perlomeno si faccia una semplice analisi comparativa: prezzo più alto/prezzo più basso. Da qui uno dovrebbe scegliere o il Top, che può essere Bio certificato e con valori nutrizionali coerenti etc.. oppure un Bio che costa nulla, seppur certificato e tutto il resto. Ergo la domanda: che scegliere? Possibile che esista un prodotto simile che costi così poco in un Discount con le stesse caratteristiche del Top? Si certo esiste ma non parlatemi di caratteristiche identiche…..non prendetemi in giro.

Tralascio le descrizioni sui costi effettivi della materia prima scelta e certificata, delle analisi comparative, quelli del confezionamento e della produzione, quelli dei trasporti etc…  e mi concentro solo sulla mia esperienza che non può essere attaccata: la verifica del nutriente venduto seguendo i miei parametri di controllo, e sì perché IO non voglio mangiare quella roba dell’immagine qui sotto e NON permetto che le persone a cui propongo i nutrienti, e che spesso sono amici e testers ex malati, le assumano. La differenza è tutta qui, la scelta è individuale e, responsabilmente, ognuno è libero di mangiare quello che gli pare e al prezzo che riconosce essere corretto per le proprie tasche o convinzioni, basta che poi non pianga addosso al mondo se la pancia è sempre una mongolfiera e, soprattutto, non venga a scassare i “maroni” a me che sono buono di natura ma che non sopporto essere preso in giro. Quindi mangiatevi le informazioni a basso costo, mangiatevi la robba a basso costo, continuate a piangere e lamentarvi, continuate a non fare nulla per cambiare le vostre abitudini alimentari suicide ma non ROMPETEMI PIU’. In questo sito avete la scheda da compilarvi giornalmente, avete le info basilari per capire che è meglio cambiare. Oppure, coerentemente con il risparmio che avrete indotto alla vostra salute, arricchirete facendo sfregare le manine, tutta la pletora di camicini bianchi che sono lì che vi aspettano.

Sono di parte? certamente, la mia. Sono incoerente? non credo visto che per riacquistare la mia vita non sono sceso a patti con nessuno e pur di mangiare bene ho tirato la cinghia su tutto tutto il resto. Ma quella roba qua sotto non la mangio e non prolifica nel mio intestino.

Da flottazione pseudopasta di legumi Bio a bassisimo costo in Discount.

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Le immagini sono da analisi del sottoscritto e sono coperte da copy

se riprodotte senza la mia autorizzazione sarete denunciati

 

STRUDEL ENERGETICO

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OMEOCULINARIA DI LUX
Sono convinto che cucinare sia la massima espressione di responsabilità individuale e lo strumento principale per perseguire i nostri sogni e tramandarli ai nostri figli  

 

strudel-aromatizzato

AROMATICO STRUDEL ENERGETICO

Semi dolce

Ingredienti:

Per la sfoglia:

300 g di farina di Farro Spelta Bianca Seeed.it oppure Khorasan Bianca Biologica Seeed.it
3 cucchiai di olio d’oliva
1,5 dl d’acqua tiepida
1/2 cucchiaino (ma anche meno) di sale grigio fine (sciolto nell’acqua tiepida)

Per la farcia:

2 kg delle Mele che preferite, affettate sottilmente
150 g di Gritz di Grano Saraceno Seeed.it
50 g di Uvetta Seeed.it
50 g di Cranberry Seeed.it
50 g di Noci cat A di Seeed.it
50 g di Mandorle dolci pelate Seeed.it
1 fico secco Seeed.it
1 Chiodo di Garofano Seeed.it
1 cucchiaino di Curry leggero Seeed.it
½ cucchiaino di Zenzero in polvere Seeed.it
½ cucchiaino di Curcuma in polvere Seeed.it
1 noce di Butter Ghee Seeed.it
Zucchero a velo (facoltativo) per la copertura finale

PROCEDIMENTO

Versate la farina prescelta in una bastardella e formate il classico cratere. Versatevi l’olio e l’acqua nella quale avrete sciolto il sale e impastate il tutto fino a quando otterrete un impasto morbido ed elastico. Formate una palla, che ungerete leggermente con poco olio, e lasciatela riposare in ambiente tiepido per almeno un’ora. Tutte le operazioni saranno possibili anche in Robot, nel Bimby o in impastatrici casalinghe riducendo i tempi di elasticizzazione dell’impasto.

PS: Questi due Grani Antichi, Farro Spelta e Khorasan, che abbiamo selezionato, provengono da raccolti annuali di un solo raccolto e, quindi, pur mantenendo le caratteristiche nutrizionali invariate possono necessitare di leggeri aumenti di liquidi (acqua) in base alle caratteristiche assunte durante la crescita della pianta date da temperature e ventilazione dei terreni.

Per stendere l’impasto: utilizzate un torcione (panno) da cucina grande, stendetelo sul piano di lavoro, infarinatelo e cominciate a tirare la pasta con le mani, dal centro verso l’esterno, fino ad ottenere una sfoglia abbastanza sottile. In alternativa potrete tirarla con un matterello, se lo preferite, cercando di non spezzarla, ma se anche dovesse accadere non dovrete fare altro che bagnare le parti e sovrapporle pressandole bene per fare aderire i lembi spezzati, nessun problema!

Tostate in una padella per 5 minuti a fuoco moderato il Gritz di Saraceno con il Butter Ghee. Rimestatelo o fatelo saltare continuamente, o perlomeno fino a quando non sprigionerà il suo caratteristico e meraviglioso aroma di sottobosco (dipende dalla forza della fiamma)
Lasciatelo raffreddare e poi cospargetelo su metà della sfoglia stesa e ricopritelo con le mele affettate.

PS: è uso non fare ossidare la mela immergendola in un liquido con succo di limone. Dovendole cuocere aromatizzandole, in questo caso non sarà necessario.

Ponete, in una coppa di frullatore, la frutta secca con le spezie e gli aromi e frullate a colpi per 20 secondi. Spolverizzate con questa granella le mele sulla pasta e fiocchettate con il Butter Ghee.
Ora, per chiudere il tutto aiutatevi prendendo due lembi del panno e, sollevandoli piano, chiudete lo strudel aromatizzato pressando bene i lati con le dita, adagiate il tutto sulla piastra forno con carta da forno e infornate a 170° per 45 minuti circa, ma valutate i tempi in base alla tipologia ed esperienza acquisita con il vostro forno.
Una volta cotto, fatelo intiepidire e, prima di servirlo, potrete cospargerlo con zucchero a velo.

PS:
Volendo potrete aumentare la dolcezza inserendo 2 cucchiai di zucchero nella farcia.
Si possono raddoppiare le dosi per poi affettare e congelare lo Strudel

La presente preparazione è di proprietà intellettuale di Lux Vigoni Lacucinadilux.com e non può essere riprodotta, fotocopiata e distribuita o condivisa senza il suo consenso scritto

 

LE PASTE DI LEGUMINOSE: LE LENTICCHIE

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Da sempre identificate nelle credenze popolari come il simbolo della ricchezza agognata, in realtà sono da considerarsi come un alimento già di per se ricco, in quanto completo, grazie all’elevato contenuto di proteine vegetali, fibre, vitamine e sali minerali importanti come Ferro, Potassio, Calcio e Magnesio.

Origini antichissime, si trovano tracce della sua esistenza già nel periodo della Genesi. Da allora si sono moltiplicate in innumerevoli varietà, pur mantenendo le classica forma rotonda e schiacciata, differenziandosi per colore (rosse, nocciola, marroni, verdi, arancioni e tutta serie di colorazioni pastello più chiari) e dimensioni. Che siano minuscole, piccole o grandi, tutte hanno in comune importanti proprietà nutritive: dal 20 al 25% di Proteine, dal 45 al 55% di Carboidrati, gli olii sono circa 2 – 3%, e minerali e vitamine importanti. Ma vera “ricchezza” di questa Leguminosa risiede proprio nell’elevato contenuto proteico, nella buona quantità degli amidi, dati dalla somma di zuccheri naturali e fibra, e dalla scarsa quantità di grassi insaturi.

Andiamo ad analizzare l’apporto calorico e i valori nutrizionali medi della pasta di Lenticchie Bio Seeed.it:

Per 100 grammi di pasta di Lenticchie abbiamo un apporto calorico pari a 270/1133 Kcal/Kj

  • Acqua 11,20 g
  • Carboidrati disponibili totali 49,1 g
  • Zuccheri solubili 1,0 g
  • Proteine 19,9 g
  • Grassi 0,5 di cui saturi totali 0,2 g
  • Fibra totale 11,1 g
  • Sale 0,05 mg

 

Inoltre vi sono una serie di cofattori molto importanti che influenzano la pregevolezza del prodotto:

  1. La farina di Lenticchie è di provenienza BIO italiana e Francese, macinata a pietra fredda (con la farina si intende il legume non decorticato ma intero, così da poter assumere tutte le proprietà del medesimo)
  2. La farina non è termo trattata, pertanto non subisce alterazione chimica tale da ridurne le proprietà.
  3. Per mantenerne fragranza, qualità, freschezza e sapore, la pasta viene asciugata a basse temperature seguendo il ciclo naturale del prodotto come si faceva anticamente, quindi non superiamo mai i 50 gradi, e tutte le proprietà nutrizionali rimangono integre. Potassio Calcio Magnesio Rame Vitamina A Vitamina B2 Vitamina C Acido Folico B9TiaminaQueste particolarità sono fondamentali per prevenire molte problematiche di salute e recenti studi hanno appurato che il consumo di Lenticchie può apportare beneficio su vari fronti di prevenzioni, che possiamo riassumere in queste caratteristiche:Questo legume è considerato un ottimo alleato nella prevenzione di alcune forme di tumore e apporta notevoli benefici alla salute grazie alle caratteristiche antiossidanti e l’elevato contenuto di IsoflavoniL’acido folico contenuto nelle lenticchie apporta benefici anche alle donne in gravidanza, poiché previene i difetti della nascita. Uno studio condotto al Rowett Research Institute di Aberdeen, in Inghilterra, ha dimostrato come spesso una carenza di Acido Folico ha come conseguenza un difetto al tubo neurale.Le lenticchie contengono anche molta Tiamina, utile per migliorare i processi di memorizzazione, e l’alta presenza di Vitamina PP favorisce il buon funzionamento del sistema nervoso, agendo con azione antidepressiva e antipsicotica. Le lenticchie sono anche ricche di ferro, un minerale che il corpo utilizza per la produzione di globuli rossi: il loro consumo evita lo sviluppo di anemia o di altri problemi neurologici.Le lenticchie fanno bene anche alla muscolatura: la grande quantità di proteine presenti contribuisce a fornire ai muscoli il giusto rifornimento per funzionare correttamente. Inoltre, la presenza degli aminoacidi essenziali favorisce il corretto funzionamento dell’organismo e aiuta la digestione. Utili anche per combattere l’arteriosclerosi, uno studio condotto dal Department of Cereal and Foods Sciences nel nord Dakota ha dimostrato come gli antiossidanti presenti nelle lenticchie diminuiscono in maniera notevole il rischio di sviluppare questa malattia.
  4. Per coloro che seguono la Scienza del Gruppo Sanguigno Dott. D’Adamo o la Dieta del gruppo sanguigno del Dott. Mozzi, Lenticchia è ottimale per A
  5. Digestione: gli studi hanno dimostrato che la fibra insolubile non solo è utile per la prevenzione della stitichezza ma favorisce anche il processo digestivo e previene la sindrome dell’intestino irritabile.
  6. Il consumo di lenticchie rallenta anche l’assorbimento dei carboidrati da parte dell’organismo, apportando dunque grossi benefici a chi soffre di diabete: gli amidi vengono assorbiti dall’organismo lentamente riducendo la possibilità di provocare picchi di glicemia. Le lenticchie contribuiscono dunque a mantenere i livelli di zucchero stabili per molto tempo e di conseguenza favoriscono anche il senso di sazietà.
  7. L’alto contenuto di fibre alimentari abbassa il colesterolo in quanto favorisce la regolarizzazione delle attività intestinali e contribuisce a tenere sotto controllo il colesterolo nel sangue. La prerogativa di contenere grassi insaturi permette anche di prevenire alcune patologie cardiovascolari. Uno studio pubblicato su Archives of Internal Medicine ha confermato che l’assunzione di fibra attraverso l’alimentazione riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari: nel caso delle Lenticchie, ad apportare benefici non è solo la fibra ma anche la notevole quantità di Folati e di Magnesio, elementi importanti che favoriscono la salute delle pareti delle arterie

Isoflavoni

Vitamina PP

Vitamina B3

Vitamina B1

Selenio

Zinco

Fosforo

Ferro

Queste particolari attenzioni, che incidono purtroppo sui costi qualitativi, portano però ad un risultato importante per la salute, la presenza di minerali e vitamine non viene intaccata e si ritrovano nel prodotto finito.

 

Probiotici e Prebiotici per la salute del Microbioma dopo Parassitosi et altro

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Il termine “Probiotici”, significa “a favore della vita”. E’ stato coniato nel 1910, da un medico russo di nome Metchnikoff, premio Nobel, che ha svilupato la teoria della longevità che associa la vita prolungata, e il miglioramento della salute in generale, con la diminuzione della tossicità gastrointestinale. Egli ha suggerito che il processo di invecchiamento potrebbe essere rallentato con alimenti fermentati che contengono “batteri amici”. Ci sono milioni di batteri e lieviti che vivono nel tratto digestivo, noto come Microbioma. I diversi tipi di microbi di solito sono in equilibrio tra loro, impedendo a qualsiasi tipo di germe di sovracrescere e causare malattie. I cibi fermentati, e le integrazioni di probiotici e prebiotici, apportano ulteriori “batteri amici” che contribuiscono a ripristinare l’equilibrio intestinale. Una cosa alla quale nessuno dà peso è che queste integrazioni non possono essere identiche per tutti! Nessuno di noi è uguale all’altro e nessuna patologia, seppur con lo stesso nome, ha le caratteristiche di comparsa identica. Questo perchè gli antigeni individuali non si trovano solo nel proprio di sangue o nelle saliva; si trovano anche nel nostro sistema digestivo. Molti batteri nel tratto G.I. mangiano questi antigeni. Altri tipi di batteri secernono sostanze che agiscono contro gli antigeni esterni, da alimenti, batteri o virus, e qui già sappiamo che dovremmo perlomeno cercare di evitare i nutrienti a noi non idonei, proprio per non innescare le reazioni immunitarie. Questo è il motivo per cui le persone hanno diversi batteri che si trovano nel loro microbioma specifico, ma non vi è “un modello per tutti” e un protocollo per la ricostruzione di un microbioma sano identico per tutti. Si dovrebbe sempre individualizzare. Se partiamo da questo presupposto possiamo, come facciamo da anni, cercare perlomeno di individualizzare le tipologie in Gs, Status secretore, Genotipo. Gli studi e le analisi effettuate tenendo conto almeno questi parametri, dicono che, in effetti, alcuni batteri hanno fino a 50.000 volte in più di probabilità di trasformarsi in persone con un tipo di sangue e di status precisi, rispetto ad altre che non hanno le stesse caratteristiche. Facciamo un esempio semplicissimo, visto che sono un Birdwatcher: se nella mia mangiatoia metterò solo i semi di girasole, incoraggerò i granivori a frequentarla e gli insettivori andranno altrove. Semplice! in base a ciò che offrirò farò selezione verso una specie rispetto ad un’altra, verso una famiglia di uccellini rispetto ad un’altra. Il mio microbioma, che è di tipo B, tenderà ad avere batteri specifici ed enzimi con capacità di degradazione B-antigeni. Lo stesso vale per le altre tipologie di Gs con le loro peculiarità. E’ un’ottima base di partenza per indirizzarci sulla scelta, in quanto il Gs nel suo complesso, effettivamente “semina” il nostro intestino favorendo la crescita solo di quei ceppi di batteri che possono utilizzare i nostri antigeni specifici come fonte di cibo, mentre il nostro S.I. provvede a rilasciare anticorpi che attaccheranno i batteri che portano antigeni simili a quelli di un gruppo sanguigno o lectine no gruppo specifiche o differenti. Ormai è appurato, perlomeno nelle persone che hanno uno sguardo che va “oltre”, che una sana flora intestinale è essenziale per la salute in generale e per un benessere duraturo.

Vediamo il perchè e cosa, questi batteri buoni e individualizzati, possono fare:

• I batteri amici producono una vasta gamma di composti antibatterici e antimicotici, che uccidono direttamente alcuni agenti patogeni. Essi producono anche sostanze che regolano il sistema immunitario del corpo; stimolano il sistema immunitario, quando necessario, e lo calmano quando sono presenti attività auto-immuni.
• I batteri buoni promuovono la disintossicazione, abbattendo ed eliminando le sostanze cancerogene, migliorando la funzione del fegato ed il metabolismo del colesterolo. Essi regolano anche la produzione di molti tipi di enzimi che aiutano il corpo ad eliminare le tossine. Alcuni batteri producono enzimi direttamente, mentre altri producono sostanze che accelerano o rallentano la produzione nel corpo di enzimi. Una flora intestinale sana aiuta ad assorbire completamente i cibi nei loro componenti, riducendo la possibilità di reazioni autoimmuni.
• Un microbioma sano riduce la permeabilità intestinale, il famoso Leaky Gut, evitando che proteine non digerite possano entrare nel flusso sanguigno, dove possono causare gravi problemi. I batteri giusti possono anche “rompere il lattosio” e ridurre i sintomi di intolleranza allo stesso.

Scelte alimentari sbagliate, lo stress, l’utilizzo di antibiotici e cortisonici, l’uso di droghe o alcol, l’invecchiamento possono concorrere nel diminuire la quantità dei vostri batteri buoni ma, fortunatamente, ci sono tre soluzioni semplici che, se adottate, avranno un forte impatto sul benessere del vostro intestino nella ricostituzione del microbioma e nel proteggere i vostri batteri: l’alimentazione corretta individualizzata, l’apporto di fibre giuste e la disponibilità di acidi grassi a catena corta nel vostro intestino.
Gli acidi grassi a catena corta sono prodotti quando i batteri abbattono la fibra, ma sono anche presenti naturalmete in alcuni alimenti come Ghee e in alcuni formaggi. Questi acidi grassi a catena corta forniscono energia alle cellule del colon. Sane, le cellule del colon ben nutrite secernono sostanze che favoriscono la crescita dei batteri buoni. Inoltre, per sostenere in buona salute il vostro microbioma, si possono utilizzare con probiotici e prebiotici specifici per fornire il supporto supplementare necessario per equilibrare e nutrire i vostri batteri intestinali. Vi consiglio di prendere probiotici e prebiotici ogni giorno in particolare per MICI o in post Parassitosi, in quanto è ormai appurato che l’uso regolare di probiotici ha dimostrato di riequilibrare la flora intestinale, che si traduce nella prevenzione della aderenza di microrganismi indesiderati, la produzione di una vasta gamma di composti antibatterici e antifungini, e una maggiore resistenza contro i batteri come Bacteroides fragilis, Clostridium perfringens, E. coli, Salmonella, e H. pylori e Klebsiella, che spesso causa problemi a livello polmonare latenti ma costanti per molto tempo. Inoltre i ricercatori che studiano il microbioma umano hanno scoperto che la nostra flora intestinale svolge un ruolo importante in ogni aspetto della nostra salute – dalla funzione cerebrale all’aumento di peso, e sono fondamentali per mantenere in equilibrio la flora intestinale sana ed essenziali per ottimizzare la digestione e le evacuazioni. Nel mondo di oggi, con tutte le sue storture alimentari causate da fretta e incuranza, la capacità di mantenere un equilibrio microbico intestinale ottimale è quasi sempre impedito da una sub-cultura alimentare pazzesca e da lotte di potere fra le varie filosofie “salutistiche” per accaparrarsi quanti più adepti possibile per trasformarli in danarosi clienti….

I Prebiotici

Nella dieta, i prebiotici sono in genere composti da fibre non digeribili presenti negli alimenti, che attraversano il tratto gastrointestinale e stimolando la crescita e l’attività dei batteri amici, che colonizzano l’intestino crasso, agendo come sostanze nutritive per il loro sviluppo. Questa “flora amichevole” quindi contribuisce al nostro benessere. La ricerca preliminare ha dimostrato potenziali effetti positivi sull’assorbimento del calcio e altri minerali, sull’aumento dell’efficacia del sistema immunitario, e sulla regolarità intestinale. L’evidenza suggerisce che gli effetti dei prebiotici derivano da un aumento della produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) stimolati da questi batteri benefici . Gli SCFA sono noti per avere una moltitudine di effetti benefici sul tratto digestivo. Inoltre i batteri amici funzionano meglio quando più di loro sono combinati insieme. In questo caso possiamo parlare di “Sinergismo” in quanto esistono centinaia di ceppi di batteri nel nostro sistema digestivo ed i batteri amici operano come una squadra, promuovendo gli effetti benefici di ogni altro ceppo. Il termine sinergia descrive meglio l’interrelazione dei batteri amici. Essi si sostengono reciprocamente, producendo segnali chimici molto resistenti che concorrono nel diminuire la quantità di batteri tossici. Infatti, questi segnali chimici (noti come “bacteriocins” o Batteriocine) sono fino a 1000 volte più attivi quando vari ceppi sono combinati tra loro rispetto a quando sono utilizzati in modo isolato. Ancora più importante, per gli effetti sulla salute di un ceppo di batteri buoni, è che non siano duplicati da altri ceppi. Pertanto, una miscela più complessa, combinando più ceppi di batteri amichevoli, si traduce in benefici per la salute a lungo termine. A tale proposito i Fermenti o Fervida calzano a pennello….

Probiotici e Prebiotici come esplicano la loro azione:

• Promuovono una migliore funzionalità del sistema immunitario anti virale
• Aumentano l’attività delle cellule NK, le cellule Natural Killer
• Aumentano S-IgA, gli anticorpi anti-transglutaminasi
• Aumentano la produzione di Ossido Nitrico, molecola strategica per i sistemi            antiossidanti
• Aumentano l’immunità cellulo-mediata della risposta immunitaria, o immunità cellulare
• Attivano il Sistema Reticoloendoteliale (RES) che fa parte del sistema immunitario
• Promuovono una produzione più equilibrata di Citochine che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti
• Promuovono la resistenza contro alcuni processi autoimmuni
• Promuovono la riduzione delle risposte IgE-mediate del sistema immunitario
• Migliorano la risposta del sistema immunitario ai vaccini somministrati
• Migliorano e mediano la depressione indotta dalle radiazioni nei globuli bianchi

Per molti aspetti, questi batteri amici possono essere considerati come aventi effetti “adattogeni” sul sistema immunitario. Essi sembrano modulare la risposta immunitaria aspecifica in modo diverso in soggetti sani e ipersensibili. Questo è considerato come un effetto immuno stimolante in soggetti sani, e come una sotto regolazione delle risposte immuno infiammatorie in soggetti ipersensibili. A noi interessano anche, o soprattutto, come si comportano a livello di promozione della disintossicazione, digestione e biodisponibilità dei nutrienti per le loro attività:

• Agenti cancerogeni: inattivazione ed eliminazione
• Diminuzione dei composti mutageni
• Diminuendo l’attività di nitroreduttasi batteriche e azoreduttasi in particolare in chi assume molte proteine e poche fibre vegetali
• Diminuendo l’attività di B-glucuronidasi per i carboidrati complessi
• diminuendo l’attività di B-glucosidasi per i carboidrati complessi
• diminuendo l’attività di decarbossilasi per anididre carbonica
• diminuendo l’attività di triptofanasi per triptofano e conseguentemente indolo
• diminuendo l’attività della neuraminidasi e mucinase per evitare alterazioni strutturali
• diminuendo i livelli di poliammine, cresoli e indoli
• diminuzione i valori ammoniacali
• diminuendo i livelli di nitrati e nitriti
• migliorando la funzione del fegato e promuovendo l’eliminazione degli acidi biliari
• migliorarndo il metabolismo del colesterolo
• Il volume delle feci si normalizza avviando un processo di regolarità nelle evacuazioni
• Migliora notevolmente la produzione di enzimi digestivi che aiutano a digerire le proteine, i carboidrati e le fibre
• Diminuisce la permeabilità intestinale
• Diminuiscono le intolleranze alimentari
• Diminuisce l’intolleranza al lattosio
• Diminuisce l’infiammazione intestinale
• Si alleviano i sintomi di malassorbimento
• Aumentano l’assorbimento di zinco, calcio, ferro, rame, manganese e fosforo
• Aumentano le vitamine B1, B2, B3, B5, B6, B12, A, K, acido folico, biotina, e tocoferoli
• Sono potenti antiossidanti
• Inducono proprietà anti-mutagene
• Aumentano le biodisponibilità dei composti come isoflavoni e bioflavonoidi
• Aumentano gli indici di efficienza di amminoacidi e proteine
• Migliorano e stabilizzano i livelli di vitamina C
• Promuovono una migliore salute cardiovascolare

Per avere il massimo dell’efficienza nell’utilizzo di questi batteri buoni si dovrà lavorare in sinergia: assunzione di probiotici con relativa assunzione di prebiotici specifici oppure, se non disponibili, perlomeno una tisana che ne contenga i principi attivi. Chi sta seguendo, o ha seguito i protocolli Os, sa bene di cosa sto parlando e di quali siano gli abbinamenti corretti. Purtroppo per gli altri, non essendo io medico ed essendo queste solo considerazioni su un tema che a noi è molto caro, dovranno studiare o affidarsi a mani esperte che li aiutino nella ricerca dei probiotici e prebiotici individualizzati che a loro vadano meglio, oppure, come amiamo fare noi, rimboccarsi le maniche e farseli in casa.

Buona salute

LUX

 

 

Bibliografia:

D’Adamo PJ, Kelly GS. Metabolic and immunologic consequences of ABH secretor and Lewis subtype status. Altern Med Rev. Aug;6(4):390-405; 2001

Metchnikoff E.
The prolungation of life.
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Probiotici specifici a questo link

 

Vegetariani e Lacto-Ovo-Vegetariani B, le basi per smetterla di farsi del male da soli

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Ciao

Rispondo qui, e sarà argomento più approfondito successivamente sulla pagina FB OMEOCULINARIA, alle ultime richieste ricevute dalle B che chiedevano come migliorare il loro stato di salute pur mantenendo una dieta che escludesse le proteine della carne, visto che per qualche tempo ho testato su di me questa esclusione.

Prima di tutto bisogna fotografarsi per quello che si è in questo preciso momento! E’ inutile partire senza sapere effettivamente come siamo conciati, e non ho altri aggettivazioni o termini visto quello che riportate sui vostri disturbi. Quindi per prima cosa potrete contattarmi in privato scrivendomi su: Lacucinadilux@live.com oppure su Lux@seeed.it e vi invierò le informazioni per permettervi, gratuitamente ovvio come sempre, di sapere da che parte cominciare. Nel frattempo potrete cominciare con l’eliminare questi alimenti che per noi B sono causa di problematiche legate alle Lectine in essi contenuti e alle reazioni sieriche che innescano:

vegetariani

le principali problematiche posso riassumerle in:

  • stanchezza e fatica incredibile, si vorrebbe solo riposare
  • pensiero annebbiato, vista che cala
  • confusione mentale e amnesie
  • mancanza di reazione a stimoli
  • voler fare ma non averne le forze
  • iniziare una cosa e non portarla a termine
  • gomiti che schiocchiano con un forte “tac”
  • ginocchia che schiocchiano o cedono improvvisamente
  • gambe pesanti e prurito incredibile quando ci si sveste
  • digestione lenta, pesante con sonnolenza sucessiva
  • sudorazione profusa con odore tendente all’acido
  • piedi che sudano, mani sempre umide
  • capelli e unghie senza vitalità e fibra
  • intestino alterno fra stitichezza e scariche
  • gonfiore perenne con difficoltà ad espellere aria
  • herpes labiale cadenzato ogni mese
  • minzione scura o con odore ammoniacale
  • cistiti e infiammazioni vaginali ripetute
  • sonno agitato e non riposante

e mi fermo qui……………

 

Ora una semplice ricetta per lavare le tossine…..

MINESTRONE DETOX per B di LUX

1 Porro intero con foglie verdi incluse tagliati a rondelle o come preferisci
1 Rapa media sbucciata e tagliata a cubetti
1 Carota grande pelata e tagliata a cubetti
2 gambi di Sedano con foglie a cubetti
100 gr di Spinaci foglie a pezzi
un mazzetto di Erbette a pezzi
1 gamba di Coste a cubetti
1 Patata dolce con la buccia a cubetti
1 spicchio di Aglio
1 foglio di Alga Nori
1 cucchiaio di Curry
2 cm di Zenzero fresco
sale a piacimento
Acqua a coprire per 5 cm le verdure
a fine cottura inserire le erbe tritate:
prezzemolo, rosmarino, menta, salvia
sale q.b.

E’ preferibile assumerlo a cena, è possibile porzionare e congelare, è possibile frullarlo, si possono inserire fino a 30 gr cad., nel quantitativo da utilizzare, sia Miglio che Riso o Farro Spelta in grani, per aiutare ad eliminare le tossine dalle anse intestinali in modo naturale.

ciao

Lux

Probiotici: il Butirrato contro il Cancro COLORETTALE

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Il legame tra grassi acidi a catena corta, fibra e Flora batterica intestinale

Credi che i probiotici siano l’unico soluzione per mantenere sano il tuo intestino? Pensi che sia sufficiente assumerne a volontà e di ogni tipologia per sanare il tuo micro bioma esausto? Tranquille e pensiamo e facciamo come solo noi “testers” liberi sappiamo pensare e fare,  riscopriremo quello che già sappiamo e provato su noi stessi: che per ristabilire l’equilibrio e l’armonia dell’intestino si dovrà trattare questo ecosistema nel suo complesso. Così come il seminare un saccone di semi d’erba non è una garanzia certa per ottenere un bel prato all’inglese verdissimo e lussuoso, se prima non hai preparato il terreno, così il prendere probiotici costosi o di svariate tipologie non è che di per sé aiuterà il tuo intestino, a meno che prima tu non abbia disintossicato l’intero “ecosistema” dalle schifezze decennali accumulate, per consentire loro (ai probiotici) di lavorare al meglio. Oltre ai probiotici in realtà sono coinvolte altre tre variabili fondamentali: la dieta, l’assunzione di fibra giusta (e qui casca l’asino dei Paleo purtroppo) e la disponibilità di acidi grassi a catena corta nel tuo intestino. Quando questi fattori sono tutti in equilibrio, il ‘ciclo simbiotico’ è pronto a beneficiare anche dei probiotici. Anche se la maggior parte dei consumatori salutistici sono ormai consapevoli dei benefici degli acidi grassi essenziali (come l’acido linoleico e acido alfa-linoleico) e gli acidi grassi “condizionalmente essenziali” (come l’omega-3) pochi sono consapevoli dell’enorme importanza degli acidi grassi a catena corta (SCFA) che costituiscono il nostro Butter Ghee nella sua totalità. A differenza degli EFA che sono lunghe catene di idrocarburi, gli SCFA sono molto più piccoli, avendo spesso solo tre o quattro idrocarburi. A causa delle loro piccole dimensioni, gli SCFA sono più facilmente utilizzabili dai batteri intestinali come fondamentale parte del loro ciclo di vita (come sottoprodotti della fermentazione). I due principali SCFA con attività biologica sono l’acido proprionico e l’acido butirrico che noi  ben conosciamo. L’Acido proprionico (PA) si trova comunemente sulla pelle, dove può essere prodotto da batteri, e qui si interpella il Centro Crisalide per le problematiche, inibisce la crescita di alcuni batteri e muffa ed è un conservante comune negli alimenti destinati al consumo umano. Ma il nostro interesse è ancora una volta rivolto all’ acido butirrico e il suo sale, che è conosciuto come butirrato.

Butirrato: Energia per la guarigione

Abbiamo una lunga storia evolutiva con il butirrato. E’ presente da tempi immemorabili nel nostro intestino e il rivestimento del nostro colon si è evoluto per utilizzarlo come fonte primaria di energia. Senza l’energia del butirrato le nostre cellule del colon sarebbero sottoposte ad un continuo ciclo di auto-distruzione ed alla fine morirebbero. Con il butirrato le cellule del colon possono crescere e svilupparsi normalmente, controllare meglio la permeabilità dell’intestino e regolarizzare eventuali principi infiammatori. Il butirrato inoltre ha effetti sulla regolazione genica e svolge un ruolo importante nella regolazione degli amidi, e anche questo lo sappiamo già, visto che lo abbiniamo nelle gestioni dei Protocolli OS per la pulizia delle anse e nei clisteri di Ghee. Anche se il pensiero comune circa i benefici sulla salute della fibra sono più o meno basati esclusivamente sull’idea che la fibra di debba utilizzare solo per ottenere un ‘lavaggio’ benefico dell’’intestino, oggi è fortunatamente sempre più utilizzata come fonte per la co-produzione di butirrato. Quindi il butirrato è parte imprescindibile di un ‘ciclo simbiotico” che serve a mantenere l’intestino sano: i batteri producono butirrato, che nutre le cellule del nostro colon, che producono altri fattori (inclusi gli elementi caratteristici ed univoci del nostro Gs) che favoriscono l’equilibrio della flora benefica. Eliminiamo anche solo una parte di questo ciclo e tutto smetterà immediatamente di funzionare e vai nuovamente a manetta con integrazioni e fermentazioni…….

LO STUDIO CHE OGGI CI INTERESSA:

Attività istone deacetilasi degli acidi grassi a catena corta

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18061431

Il cancro colorettale è la causa principale di mortalità da cancro nel mondo occidentale e la seconda nella sola Europa. La scorretta nutrizione e l’inesistente o alterata flora microbica intestinale hanno una marcata influenza sul rischio di cancro colorettale. La formazione del Butirrato e degli altri acidi grassi a catena corta (SCFA) giocano un ruolo importante e fondamentale come prodotti della fermentazione microbica nel colon. Questo studio ha analizzato gli effetti di un numero di acidi grassi a catena corta, incluso il butirrato, come pure quote di SCFA fenolico e derivati dell’acido trans-cinnamico formatosi durante la degradazione intestinale dai costituenti polifenolici di frutta e verdura sul “global istone deacetilasi” (HDAC) e l’attività in nucleari estratti da colture di cellule di carcinoma del colon. L’inibizione di attività di HDAC, ad esempio del butirrato, è relativo a una soppressione di trasformazione maligna e una stimolazione dell’apoptosi delle cellule coliche precancerose. Negli estratti nucleari di cellule umane da carcinoma del colon HT-29, il butirrato è stato individuato come il più potente inibitore HDAC (IC (50) = 0,09 mM), mentre gli altri SCFA, come il propionato, erano meno potenti. Nella stessa analisi, acido p-cumarico (IC (50) = 0,19 mM), 3-(4-OH-phenyl) -propionato (IC (50) = 0.62 mM) e l’acido caffeico (IC (50) = 0.85 mM) sono stati testati gli inibitori HDAC più potenti tra i metaboliti del polifenolo.

L’acido butirrico supporta la salute e la guarigione delle cellule nel piccolo e grande intestino. Molti studi, come quello di cui sopra, hanno dimostrato che l’acido butirrico ostacola la capacità delle cellule tumorali di proliferare nel colon e pertanto è protettivo di tumore del colon perché l’acido butirrico cambia la struttura della cromatina attraverso i suoi effetti su modifiche di “post translational”, la modifiche chiave, l’acetilazione e fosforilazione degli istoni nucleari.  L’ acido butirrico può anche modificare lo stato di differenziazione delle cellule e, nel caso di cellule cancerose del colon, aumenta la loro resistenza alla morte programmata. Quindi, le attività di questo prodotto della fermentazione da fibra dietetica, può contribuire sostanzialmente come incidenza in diminuzione del cancro intestinale, ed è stato associato all’assunzione della fibra. In cellule normali, butirrato induce la proliferazione nella cripta base e l’inibizione della proliferazione alla superficie della cripta. In cellule neoplastiche, butirrato inibisce la sintesi del DNA e gli arresti di crescita nella fase G1 del ciclo cellulare delle cellule.

Pertanto noi continuiamo a beneficiare delle proprietà fibra-butirrato e continuiamo a compilarci le nostre schede. Il database che ho pubblicato ieri vi aiuterà nei test.

Per il momento grazie

Lux

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Curcuma: la spezia Superbenefica

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Moltissimi prodotti vegetali naturali sono stati utilizzati nel corso della storia umana per vari scopi. Decine di migliaia di questi si sono evoluti come metaboliti vegetali secondari delle piante superiori, come un meccanismo di difesa naturale contro le malattie e le infezioni. Molti di questi prodotti naturali hanno attività farmacologica che può essere sfruttata nella ricerca o progettazione di integratori o farmaci. I medicinali, o medicamenti derivati dalle piante hanno svolto, ed hanno tuttora, un ruolo fondamentale nella cura della salute di molte culture, antiche e moderne. Il sistema indiano di medicina olistica conosciuto come “Ayurveda” utilizza principalmente farmaci o formulazioni a base di piante per il trattamento di vari disturbi, tra cui il cancro.  Delle 900 piccole molecole farmacologiche introdotte in tutto il mondo tra il 1981 e il 2002, il 61% circa possono essere ricondotte a prodotti naturali ( Newman e Cragg 2007 ). Molti farmaci per uso umano sono prodotti attraverso la chimica combinatoria e le droghe vegetali risultano le più adatte, almeno in termini biochimici. Tuttavia, la medicina moderna non tiene in grande considerazione, e neppure incoraggia, l’uso dei medicinali di origine naturali, per evidenti e legittime questioni di portafoglio, che uno può condividere o meno, ma certamente questo vulnus non fa altro che creare ampi spazi liberi dove chiunque può accedere e raccontare ciò che vuole per obiettivi non sempre, almeno per me, condivisibili. Il sottoscritto utilizza Curcuma e molte altre spezie quotidianamente, e nel corso degli anni ho testato e condiviso in test e consigliato diverse tipologie di Curcuma e mi sono fatto le mie idee sui vari tipi, sia Bio che convenzionali, scegliendo per Seeed.it la tipologia che mi ha dato i migliori risultati e della quale tuttora beneficio quotidianamente.

La curcuma è una pianta che ha una lunga storia di uso medicinale, risalente a quasi 4000 anni fa. Nel sud-est asiatico, viene utilizzata non solo come condimento principale ma anche come componente di cerimonie religiose. Grazie al suo colore giallo è anche conosciuta come “lo zafferano indiano”. Probabilmente ha raggiunto la Cina dal 700 D.C, l’Africa orientale dall’ 800 D.C, l’Africa occidentale dal 1200, e la Giamaica nel XVIII secolo. Nel 1280, Marco Polo descrisse questa spezia meravigliandosi. Secondo antichi trattati medici in Sanscrito, nei protocolli Ayurvedici e Unani, la Curcuma ha una lunga e consolidata cultura di utilizzo come medicinale nella Asia meridionale. Già nel Compendio Susruta Ayurvedico, che risale al 250 A.C, si raccomanda una pomata contenente la Curcuma per alleviare gli effetti del cibo avvelenato. La Curcuma in realtà si chiama Curcuma longa,è una pianta erbacea perenne rizomatosa appartenente alla famiglia dello Zenzero (Zingiberaceae) che è nativo delle aree tropicali dell’Asia meridionale. Ben 133 specie di Curcuma sono state identificate in tutto il mondo e la maggior parte di loro hanno nomi locali comuni e sono utilizzate per diverse formulazioni medicinali naturali dalle popolazioni. La pianta per prosperare  necessita di temperature tra 20° e i 30° e una notevole quantità di pioggia annuale. Può crescere fino ad un’altezza di 1 mt e produce lunghe foglie oblunghe. Le piante vengono raccolte ogni anno per prelevare i loro rizomi, e alcuni di essi sono reimpiantati o lasciati a dimora per la produzione della stagione successiva.  Il rizoma è una tuberosa con una buccia ruvida e segmentata, maturano nel terreno, sono di colore marrone/giallastro con un interno arancione opaco. Una volta eradicati i  rizomi posso essere avviati alle varie fasi di produzione per poter essere ridotti nella benefica polvere gialla che al sapore potremmo definire leggermente amaro, leggermente acido, ma anche dolce e avvolgente. In India si produce la quasi totalità del raccolto di Curcuma del mondo e in quelle aree se ne consuma l’80% dei raccolti. Grazie alle sue qualità intrinseche e all’elevato contenuto di Curcumina, importante composto bioattivo, la Curcuma indiana è considerata la migliore del mondo.  L’area agricola di Erode, una città nello stato meridionale indiano del Tamil Nadu, è la zona di coltivazione più grande al mondo ed il più importante centro commerciale che esista.  E ‘nota anche come “Città Gialla”, “Curcuma City”, o “Textile City”. Negli ultimi anni e grazie alla globalizzazione, si sono avuti benèfici effetti legislativi sui protocolli di coltivazione, migliorando ulteriormente la sicurezza per il consumatore finale, riguardo all’utilizzo di chimica nelle coltivazioni, anche se, per la robustezza e forza della pianta, non si richiedono particolari “medicazioni” colturali, come vengono chiamate dai contadini.

Prima che la curcuma possa essere utilizzata, i rizomi dicevamo devono essere trattati. Inizialmente sono passati al vapore per rimuovere l’odore crudo, gelatinizzare l’amido e ottenere così un prodotto con colorazione uniforme. Nel processo tradizionale e popolare indiano i rizomi sono messi in pentole di terracotta e riempiti con acqua e poi ricoperti con foglie e uno strato di letame bovino. L’ammoniaca dello sterco di mucca funge da reagente. Ovviamente per motivi igienici, questo metodo è stato scoraggiato, seppure nelle popolazioni rurali venga tuttora utilizzato. A livello industriale i rizomi sono posti in vaschette poco profonde o in vasche di acciaio o di ferro grandi, contenenti acqua alcalina 0,05-0,1% soluzione con bicarbonato di sodio, e bolliti per 40-45 minuti a seconda della varietà.  Successivamente vengono rimossi dall’acqua e asciugati immediatamente al sole. Il contenuto finale di umidità dovrebbe essere compreso tra 8% e 10% e nella tradizione colturale è decritto come asciutto quando produce un suono metallico. I rizomi essiccati sono poi spazzolati per rimuovere eventuali incrostazioni di terra e avviati alla frantumazione. La polvere ottenuta mantiene le sue proprietà coloranti infinitamente, anche se il sapore può leggermente diminuire nel tempo. Proteggere la curcuma in polvere dalla luce solare diretta ne ritarda sensibilmente il deterioramento. Molti dicono che per attivare Curcumina si debba utilizzare pepe…attenzione ai chi soffre di flogosi intestinale!! Meglio allora il Curry oppure farselo unendo tutte le spezie sinergiche presenti sul sito, sono lì apposta!

COMPOSIZIONE della Curcuma

Più di 100 componenti sono stati isolati dalla Curcuma. Il componente principale della radice è un olio volatile,Turmerone,e coloranti chiamati Curcuminoidi. I Curcuminoidi si compongono di curcumina demethoxycurcumin, 5′-methoxycurcumin, e dihydrocurcumin, e sono potenti antiossidanti naturali ( Rubino et al., 1995 ; Selvam et al., 1995 ).  In un prodotto standard i valori si aggirano in umidità (> 9%), Curcumina (5-6,6%) e olii volatili (<3,5%).  Gli olii volatili includono D-α-fellandrene, D-sabinene, cinol, borneolo, zingiberene, e sesquiterpeni ( Ohshiro, Kuroyanag, e Keno 1990 ). I componenti responsabili dell’aroma di curcuma sono turmerone, arturmerone, e zingiberene.  Nei rizomi sono stati inoltre rinvenuti altri quattro nuovi polisaccaridi: ukonans insieme a stigmasterole, β-sitosterole, colesterolo, e 2-idrossimetil antrachinone ( Kapoor 1990 ; Kirtikar e Basu 1993 ). Le  analisi nutrizionali hanno dimostrato che 100 g di curcuma apportano 390 kcal, e contengono 10 g di grassi totali, 3 g di grassi saturi, colesterolo 0 mg, 0,2 g di calcio, 0,26 g di fosforo, 10 mg di sodio, 2500 mg di potassio, 47,5 ferro mg, 0,9 mg di tiamina, 0,19 mg riboflavina, niacina 4,8 mg, acido ascorbico 50 mg, 69,9 g di carboidrati totali, 21 g di fibre alimentari, 3 g di zuccheri e 8 g di proteine ( Balakrishnan 2007 ).  La curcuma è anche una buona fonte di acidi grassi ω-3 e acido α-linolenico (2,5%; Oro, Polasa, e Krishnaswamy 1993 ). La nostra Curcuma si allinea su questi valori e compensa le integrazioni composite e a volte molto care che si trovano in vendita, senza problemi! Basta utilizzarla nell’alimentazione quotidiana assieme alle altre spezie sinergiche che proponiamo su http://seeed.it/index.php/prodotti/speziale.html per ottenere grandi benefici nelle nostre flogosi e ei protocolli OS. Ma è sempre la solita questione del fare al posto del subire passivamente: se tengo alla mia salute devo impegnarmi a cucinare in prima persona. Non smetteremo mai di ripeterlo

La Curcuma è utilizzata come prodotto alimentare, nella cosmesi e nella medicina, in particolare quella popolare. E’ la principale spezia della cucina orientale dell’Asia meridionale e del Medio Oriente. Dona al Curry il suo caratteristico colore giallo ed sapore ineguagliabile essendone una componente aromatica  significativa nella maggior parte dei Curry sia commerciali che autoprodotti, anche a base OS con le nostre spezie, basta frullare tutto assieme nelle percentuali 5+1+1+1+1+1.  Viene utilizzata  indifferentemente in piatti dolci e salati, ed è ampiamente usata in specialità orientali a base di salamoie fresche e in quelle fermentate (protocolli Os di Lux individualizzati). Secondo alcune stime, 10 miliardi di dollari sono spesi ogni anno in terapie alternative e di questi, 650 milioni vengono spesi per integratori fitoterapici che vengono utilizzati per le malattie infiammatorie croniche, come le malattie croniche ostruttive delle vie aeree, l’asma e l’artrite reumatoide. La curcuma è una di queste erbe e tra tutte è la più utilizzata in quanto contrasta, e spesso aiuta, nella risoluzione di artrite reumatoide, uveite anteriore cronica, congiuntivite, cancro della pelle, vaiolo, la varicella, velocizza la guarigione delle ferite traumatiche, le infezioni del tratto urinario, e disturbi del fegato ( Dixit, Jain, e Joshi 1988 ).

E ‘utilizzato anche per i disturbi digestivi;  per ridurre flatus, ittero, problemi mestruali, e coliche;  per il dolore addominale e distensione ( Bundy et al 2004. );  e per le condizioni di dispeptici, tra cui la perdita di appetito, la sensazione di pienezza postprandiale, fegato e cistifellea dolorosi.  Potente anti-infiammatorio, coleretico, antimicrobico, e possiede azioni carminative ( Mills e Bone 2000 ).  Altri  principali obiettivi clinici riguardano il tratto gastro enterico, in particolare a livello intestinale, per il trattamento di malattie come poliposi adenomatosa familiare ( Cruz-Correa et al., 2006 );  nelle viscere, per il trattamento della malattia infiammatoria intestinale ( Hanai e Sugimoto 2009 );  e nel colon, per il trattamento del cancro del colon ( al. Naganuma et 2006 ).  Per l’artrite, i dosaggi di 8-60 g di radice di curcuma fresca tre volte al giorno sono stati raccomandati ( Fetrow e Avila 1999 ) e in alternativa un cucchiaino di polvere al giorno. Per la dispepsia, è consigliabile 3 gr. di Curcuma die.  Nessuna interazione nota di farmaci con curcuma è stata riportata da monografie dell’autorità di regolamentazione tedesca, Commissione E ( Blumenthal, Goldberg, e Brinckmann 2000 ). Importante è il ruolo svolto dalla Curcumina nelle problematiche tiroidee in quanto inibisce le metastasi delle cellule di carcinoma della tiroide (L Zhang – ‎2016), la Curcumina inibisce la fosforilazione, l’invasione delle cellule tumorali della tiroide (Shanghai Jiaotong University), nel Crohn promove la regolazione redox di MMP-3 / TIMP-nei miofibroblasti intestinali evitando o prevenendo la comparsa di fistole abbinandola NAC (Fontani Marcucci 2014) e viene provata la tollerabilità del suo utilizzo anche in pediatria Questo studio pilota suggerisce che la curcumina può essere usata come terapia aggiuntiva in una combinazione di medicina convenzionale e medicina “alternativa” ( Suskind, Wahbeh et altri 2013) che è la parte che più mi interessa per le problematiche esponenzialmente preoccupanti che sempre di più interessano i nostri bambini.

LA CURCUMA COME MEDICINA TRADIZIONALE o ALTERNATIVA?

Nella medicina popolare, la Curcuma è stata, ed è, utilizzata in preparati terapeutici nel corso dei secoli in diverse parti del mondo. Nelle pratiche Ayurvediche, la Curcuma è riconosciuta per avere molte proprietà medicinali, tra cui il rafforzamento totale dell’energia del corpo, alleviare il gas intestinale, attaccare ed eliminare i parassiti in sinergia con altre spezie (protocolli Os di Lux), migliorare la digestione, regolare il ciclo mestruale, sciogliere i calcoli biliari e alleviare l’artrite. Molti paesi dell’Asia meridionale la usano come antisettico per tagli, ustioni e contusioni, e come agente antibatterico. In Pakistan, è usato come un agente anti-infiammatorio, e come rimedio per disturbi gastrointestinali associati alla sindrome dell’intestino irritabile e altri disturbi digestivi. In Pakistan e in Afghanistan viene usata per ripulire le ferite e stimolare il loro recupero. Gli Indiani usano la Curcuma, oltre che nelle sue applicazioni Ayurvediche, come rimedio per purificare sangue e pelle. La pasta di Curcuma viene utilizzata dalle donne in alcune parti dell’India per eliminare i peli superflui.  Sempre nella medicina Ayurvedica la Curcuma viene utilizzata nei trattamenti che riguardano varie condizioni respiratorie (ad esempio, l’asma, iperattività bronchiale e allergie), così come per i disturbi del fegato, l’anoressia, i reumatismi, il diabete, naso che cola, la tosse e sinusite ( Araujo e Leon 2001 ).  Nella medicina tradizionale cinese, è usata per il trattamento di malattie associate al dolore addominale ( Aggarwal, Ichikawa, e Garodia 2004 ).  Fin dai tempi antichi, come prescritto dai medici Ayurveda, la Curcuma è utilizzata per il trattamento di distorsioni e gonfiore ( Araujo e Leon 2001 ).  In entrambe le medicine, cinese e tradizionale ayurvedica, la curcuma è considerata un digestivo amaro e carminativo.  Medici Unani la utilizzano per espellere catarro o kapha, nonché per aprire i vasi sanguigni in modo da migliorare la circolazione sanguigna.  Io la utilizzo in molte preparazioni alimentari per migliorare la digestione e ridurre gas e gonfiore durante le fasi di test dei nuovi alimenti che non sono per me compatibili. È colagogo, stimola la produzione di bile nel fegato e favorisce l’escrezione di bile tramite la cistifellea migliorando la digestione dei grassi

Dalla medicina tradizionale popolare alla medicina moderna?

La medicina moderna potremmo datarla, per le attuali tecniche e strumentazioni di trattamento delle varie malattie, a meno di 100 anni fa. La medicina popolare tradizionale, in confronto, ha servito l’umanità per migliaia di anni, e personalmente la ritengo sicura ed efficace.  Il meccanismo, o la base scientifica della medicina tradizionale, tuttavia, è poco esplorato e ancor meno ben compreso per le ragioni già scritte sopra. In tutto l’Oriente, la Curcuma è tradizionalmente utilizzata sia per la prevenzione che per la terapia di innumerevoli malattie. Moderni studi in vitro dimostrano che la curcuma è un potente antiossidante, anti-infiammatorio, anti mutageno, antimicrobico e agente antitumorale. Curcuma, usata in cucina come rimedio, ha capacità antiossidanti significative su diversi livelli e gli studi indicano come questi livelli possano essere ulteriormente aumentati dalla miscela Curry, che abbiamo sul sito, assicurando un’adeguata e fenomenale protezione antiossidante.  ( Tilak et al., 2004 ).  Come antiossidante Curcuma combatte i radicali liberi, aumentando gli enzimi antiossidanti e inibendo la perossidazione dei lipidi.  Utilizzando ceppi di Salmonella typhimurium TA 100 e TA 1535, uno studio di mutagenesi ha dimostrato che la Curcuma inibisce la mutagenicità prodotta da agenti mutageni ad azione diretta come N-metil N’-nitro-N-nitrosoguanidina e sodio azide. Numerose ricerche suggeriscono che la Curcuma mostra un’attività anti-infiammatoria.  In uno studio, gli estratti organici grezzi di curcuma sono stati utilizzati per inibire lipopolisaccaride (LPS) la produzione indotta del fattore di necrosi tumorale (TNF) -α (concentrazione inibente mediana [IC 50] value = 15,2 mg / ml) e prostaglandina E2 (PGE2; IC 50 value = 0,92 mg / mL) da cellule HL-60.   Oltre a queste proprietà, la Curcuma ha forti proprietà antimicrobiche.  La crescita dei batteri che producono istamina-(Vibrio, Bacillus cereus, Pseudomonas aeruginosa e Proteus mirabilis) è stata inibita da aglio e da Curcuma ad una concentrazione del 5% ( Paramasivam, Thangaradjou, e Kannan 2007 ).  Un estratto metanolico di Curcuma ha inibito la crescita di diversi ceppi di Helicobacter pylori con una gamma minima di concentrazione inibente di 6,25-50,0 mg / mL ( Mahady et al., 2002 ).  Tra i vari estratti vegetali che hanno ucciso H. pylori, come il cumino, zenzero, peperoncino, borragine, cumino nero, origano, e liquirizia, Curcuma è risultata essere la più efficiente ( O’Mahony et al., 2005 ).  Estratti etanolici di Curcuma  hanno buona attività antifungina contro Trichophyton longifusus ( Khattak et al., 2005 ).  I test con il metodo di diffusione per la rilevazione di attività antifungina hanno dimostrato che un estratto etanolico greggio di curcuma ha ucciso tutti i 29 ceppi clinici testati di dermatofiti. ( Wuthi-udomlert et al. 2000 ). La Curcuma è stata utilizzata in pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. 1 o 2 compresse di estratto di Curcuma standardizzata sono state date ogni giorno per 8 settimane a soggetti con tale problematica. L’incidenza infiammatoria è diminuita in modo significativo, così come il dolore / disagio addominale (Bundy et al. 2004). A noi sono bastati 10 gr della nostra polvere suddivisi nelle pietanze della giornata…….

CONCLUSIONI

Gli effetti benefici di curcuma sono raggiunti tradizionalmente attraverso il consumo alimentare, anche a bassi livelli, per lunghi periodi di tempo e con le corrette combinazioni alimentari. Sono a vostra disposizione per questo. Le peculiarità studiate e riscontrate dell’attività della Curcuma le riepilogo: antibatterico, antivirale, antinfiammatoria, antitumorale, antiossidante, antisettico, cardioprotettivo, epatoprotettiva,protezione endocrina, neuro protettiva, antielmintica, cardioprotettiva, migliora tutte le attività digestive. L’analisi fitochimica ha rivelato un gran numero di composti, tra cui curcumina, olio volatile, e curcuminoidi, che sono stati studiati e promossi per avere potenti proprietà farmacologiche. Sul sito Seeed.it nella sezione Spezie e Aromi troverete gli ATTIVATORI da utilizzare per avere il massimo delle performance da questa meravigliosa spezia, oltre ad un ottimo Curry già pronto. Spero che questo articolo vi sia stato utile.

Ciao

Lux

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Teff….. proteine vegetali speciali per i Protocolli Os

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Il Teff è un seme antico, proveniente dall’Etiopia, ed è rimasto identico a quello che veniva consumato 6000 anni fa, sia nei livelli qualitativi che nelle proprietà organolettiche. E’ un seme unico e davvero genuino, non essendo mai stato geneticamente manipolato, ed è rimasto puro come la natura l’ha creato. Questo nostro seme è stato accuratamente selezionato per obbedire a severe specifiche qualitative colturali, di utilizzo alimentare, di elevati valori proteici e basso indice glicemico grazie ai particolari amidi che racchiude in se e per garantire al massimo l’assenza di Glutine in tutta la filiera produttiva.

Il valore nutrizionale dei minuscoli semini si trova principalmente nello strato esterno e, pur essendo così piccolo, incredibilmente racchiude in se molte qualità nutrizionali come proteine, minerali e vitamine. La macinazione è praticata sul semino intero, la risultanza è una farina sempre integrale, sia per quella bianca che per la nocciola. In termini nutrizionali questo significa che la farina di Teff mantiene costantemente un equilibrio naturale nelle sue caratteristiche, indipendentemente dalla tipologia del seme.

Queste farine risultano uniche e particolari, offrendo molteplici opportunità d’applicazione in cucina e possono essere considerate al top fra i nostri prodotti proteici vegetali. Una delle più importanti caratteristiche di questo seme è certamente data dalla particolare tipologia degli amidi che contiene: il 20% circa è rapidamente assimilato (quindi converte il glucosio nel sangue entro 30 minuti), il 50% è lentamente assimilato (perciò converte il glucosio nel sangue a 0,5 a 3 ore) e il 30% risulta amido-resistente quindi non viene convertito in glucosio, ma utilizzato come substrato per la flora batterica del colon potenziato dal contemporaneo utilizzo nelle ricette di Butter Ghee,.

Pertanto abbiamo dei rilasci modulati di energia veramente unici: rapida e lenta in un tempo prolungato, che donano una sensazione di sazietà più duratura, impedendo la ricerca di spuntini, e quindi aiutando a ridurre il peso corporeo in maniera dolce e salutare.

I picchi glicemici più bassi dei livelli di zucchero nel sangue, perché  gli amidi vengono  rilasciati più lentamente, contribuiscono ad impedire le fluttuazioni dei livelli di insulina nel sangue.

Confrontato e comparato con le molteplici farine di Frumento integrale, questo seme contiene fino a 5 volte di più di minerali come ferro, magnesio e zinco, che sono vitali per il metabolismo umano e che spesso risultano carenti nelle alimentazioni “fast-food” moderne, soprattutto nei bambini e anziani e contiene, incredibilmente, anche Vitamina C (caratteristica unica per un seme!!!). Tutti coloro che ricercano uno stato di benessere dai nutrienti sanno dell’importanza di questa Vit. ed è noto di come migliori l’assorbimento dei sali minerali. Ma, a ben guardare, probabilmente un’ulteriore e più importante caratteristica di questo particolare nutriente è quella di contenere pochissimo Acido Fitico.

Questo acido organico, che è sempre presente nei grani, ha la proprietà di legarsi a minerali come ferro, calcio e zinco in modo tale da non poterli rendere biodisponibili nel tratto intestinale e di conseguenza i minerali non potranno essere assimilati ma, al contrario, li veicola in depositi ( per i fruitori Os Gs dirò surrene e quindi ormoni). Al contrario, questo nostro semino, permette un loro utilizzo ottimale da parte del fisico, proprio per questa percentuale così bassa. Questo seme contiene circa il 12% di proteine vegetali, posizionando il rapporto tra aminoacidi e proteina tra la qualità delle proteine di un uovo di gallina e quelle della soia!

Non finirò mai di elencarvi quanto siano importanti le proteine vegetali gruppo specifiche per particolari problematiche ormonali o di flogosi o di Os. Le veicolazioni e gli abbinamenti corretti con questo alimento danno veramente una grande mano. Un’ulteriore caratteristica di questo seme, valorizzandolo ulteriormente, è quella che non contiene glutine, che, al contrario, è abbondantemente presente in quasi tutti i moderni prodotti alimentari occidentali. Non essendo una proteina essenziale, viene spesso aggiunta per motivi di tenuta degli impasti nelle produzioni alimentari, e tutti sappiamo che è da molto tempo sotto osservazione, perché si sospetta che possa aumentare la predisposizione delle persone alle allergie alimentari. Teff non ne contiene (Gluten Free: dichiarazione libera del Leiden University Medical Center in data 2 Feb 2005), o detto più precisamente non contiene sequenze di amminoacidi (i cosiddetti epitomi) che avviano l’intolleranza al glutine per celiaci. E’ vero, il nostro semino non contiene glutine e pertanto non potrà essere utilizzato per preparazioni di panetteria classica, ma potremo esaltarne le caratteristiche in moltissime ricette semplici e poco elaborate, come è nella natura, da sempre, di questo alimento.

Ricordo quindi che: è presente un elevato contenuto di vitamine del complesso B e un contenuto notevolmente elevato di minerali come ferro, calcio, zinco e magnesio e che, grazie al basso contenuto di acido fitico e della compresenza di vitamina C, il nostro fisico può effettivamente assorbirli nella maniera corretta.

Ricordo che sono cuochino ok? quindi beccatevi le Crespelline proteiche ……

 

Ciaooooo

Lux

 

Crespelle di Teff

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kefir d’acqua nei protocolli Os: Storia e Preparazione

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Kefir d’acqua

Fondamentale e basilare nei protocolli Os.
Da assumersi durante la giornata per ripristinare la flora intestinale, per l’assunzione delle gocce fitoterapiche protocollate, per fermentati protocollati, per diluire i decotti fitoterapici base.

TIBICOS (da Kefir Italia di Daniele Robuffo)
I Tibicos sono una coltura simbiotica di batteri e lieviti racchiusi in una pellicola organica di polisaccaridi prodotta dai batteri. Come per i grani di Kefir, i microbi presenti nel Tibicos operano in simbiosi per mantenere una coltura stabile. I tibicos possono ottenere questo risultato in diversi liquidi zuccherini nutrendosi dello zucchero per produrre acido lattico, etanolo (alcol etilico) e anidride carbonica che rende la bevanda frizzante.
Il tibicos è conosciuto come tibi, grani di kefir d’acqua, grani di kefir di zucchero, cristalli d’acqua giapponesi, api della California e nella letteratura più antica come bébées, api africane, noci della birra, api australiane, balsamo di Gilead, semi della birra, pianta della birra, api, api dello zenzero, semi della birra giapponesi e api dell’aceto.
I Tibicos si trovano in tutto il mondo, anche se non esistono due colture che siano identiche. Il Tibicos tradizionale è costituito da una combinazione di batteri come il Lactobacillus, Streptococcus, Pediococcus e Leuconostoc spp. e di lieviti come i Saccharomyces, Candida, Kloeckera e altri ancora. Il Lactobacillus Brevis è stato identificato come la specie responsabile della produzione del polisaccaride (destrano) che dà la forma ai grani. Pidoux (1989) identificò i grani del kefir di zucchero con la pianta della birra allo zenzero (non si tratta di una pianta nel senso comune ma di una composizione di microrganismi). Senza dubbio batteri opportunisti traggono profitto da questa relazione simbiotica stabile e ciò spiegherebbe i nomi e le distinzioni presenti nella letteratura scientifica. Ingredienti e condizioni igieniche differenti possono cambiare la composizione sia funghina sia batteriologica, portando a nomi diversi. Le persone che non desiderano consumare latticini devono sapere che il kefir d’acqua fornisce i probiotici senza il bisogno di latticini o di prodotti ottenuti dai tè fermentati, come il kombucha. Il prodotto finale quando viene imbottigliato può produrre una bevanda frizzante e, considerato che questa continuerà a fermentare una volta imbottigliata, producendo così più anidride carbonica, si raccomanda di non tappare le bottiglie ermeticamente ma di lasciarle respirare o potrebbero diventare esplosive.
ORIGINE
Almeno due fonti della letteratura scientifica riferiscono dell’origine del tibi. Secondo la prima documentazione il Tibicos si formerebbe sui cladodi (pale) del cactus Opuntia (proveniente dal Messico) sotto forma di granuli duri che una volta messi in una soluzione d’acqua e zucchero possono ritornare allo stato di Tibicos in grado di riprodursi. La seconda fonte riferisce di un batterio specifico fatto crescere in coltura da germogli noti con proprietà simili a quelle del tibi.
PREPARAZIONE
Il metodo di base per la preparazione prevede l’aggiunta dei Tibicos al liquido zuccherino e di lasciarlo fermentare dalle 24 alle 48 ore.
Ingredienti preparazione protocolli Os Lux:
2 cucchiai di Kefir in una bottiglia da un Lt.
1 cucchiaino di zucchero grezzo integrale di canna
750 ml d’acqua naturale
Lasciare fermentare i tibios per 24 ore se le evacuazioni sono quotidiane e normo formate.
Lasciare fermentare i tibios per almeno 36 ore per facilitare le evacuazioni.
In entrambi i casi si ripopolerà o si manterrà in salute la flora intestinale.

Potenziare con assunzione quotidiana di Ghee per ripristinare Butirrato
Per flogosi potete contattarmi: Mici, endometriosi, fibromialgia, artitrite reumatoide, intolleranze o allergie, bambini con problematiche respiratorie, Os da test ricordando che suono cuochino e non medico

Se non lo trovate e siete in zona Brianza + Bergamasca contattatemi
È importante non usare ingredienti che inibiscono la fermentazione come il cloro dell’acqua di rubinetto o conservanti contenuti nei frutti secchi (solfiti). Si può ovviare a questo lasciando l’acqua del rubinetto in decantazione per 36 ore senza coperchio.

Altre precauzioni per mantenere la coltura in salute: l’uso di metalli reattivi come l’alluminio, il rame o lo zinco deve essere ridotto al minimo perché l’acidità della soluzione può estrarre i metalli danneggiando la coltura. La bevanda non deve essere conservata in contenitori di metallo, giacché questi possono entrare in soluzione nel corso del tempo. In sostituzione si possono usare contenitori di acciaio inossidabile, plastica, ceramica non smaltata col piombo o contenitori di vetro. Si raccomanda di mettere i grani in coltura in un contenitore di vetro e di usare utensili puliti di acciaio inox o di plastica per maneggiare i grani. Tenerli al buio e non sigillare il recipiente, porre una semplice garza per permettere la fuoriuscita dei gas dal contenitore.

Panificazione Os ricetta base con Teff :-)

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Ciao

Pubblico una lavorazione base di panificazione secondo il Protocollo Os per tutti coloro che seguono i protocolli depurativi. Il risultato finale e la potenza espressa nel rilascio gastro digestivo delle essenze e dei principi attivi sono massimi solo con queste materie prime da noi provate e testate grazie anche al contributo fattivo di molti di voi. Utilizzando materie prime di altri fornitori che non sono state testate e confrontate con le schede tecniche, non garantisco risultati ottimali e duraturi e non garantisco l’assenza di metalli e inquinanti.

Pane di Lux per protocolli Os

Ingredienti per 1000 gr:
500 g di Farina Farro Spelta Integrale
100 g di Farina di Teff
100 g di Farina d’Avena Deamarizzata
100 g di Semi di Zucca Shine Skin
50   g di Semi di Lino Brown o Semi di Lino Gold
50   g di Semi di Papavero Blue
50   g di Semi di Girasole Bakery
30   g di Curcuma in polvere
20   g di Zenzero in polvere

1 cucchiaio di Butter Ghee da aggiungere sempre
25   g di Lievito fresco di birra in cubetto
sale qb
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Articolo e foto sono di proprietà di Lacucinadilux.com

Non sono autorizzate copie o condivisioni senza autorizzazione

Butter Ghee coadiuvante per eliminazione dei calcoli e dei gas Bubbles

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Ciao

Volevo ribadire, cercando di fare ulteriore chiarezza, il ruolo chiave che assume il Butirrato nella disintossicazione in generale, ed antielmintica in particolare, (ognuno veda i propri protocolli).

Nello specifico ci soffermeremo sull’espulsione, da molti di voi descritta, di calcoli che neppure immaginavate di avere, con la comprensibile incredulità insorta, in quanto non rilevati dagli esami effettuati in precedenza. Altri, la maggior parte di voi, tra cui i vostri figli, hanno al contrario lamentato la presenza di “pietre” nei dotti, diagnosticati, seppur non avevano sintomi ad essi imputati, mentre altri sviluppavano eruzioni cutanee o allergie, o tutta la serie delle problematiche ad essi imputate, e che vi ha portato a confrontarvi su questo sito e con il Centro Crisalide, per affrontare o approfondire il percorso disintossicante tramite i protocolli alimentari e accessori….

Le caratteristiche:
Colorazioni esterne: rosso, nero, verde, marrone scuro o di colore bianco.
Caratteristiche di forma: grandi, medi , piccoli, piccolissimi, acuminati, arrotondati, ovali.
Dalle analisi interne di quelli inviatemi: solo calcificazioni o le conferme dei test precedentemente effettuati

Praticamente tutti siete rimasti stupiti, inizialmente, sul ruolo fondamentale che imputo all’assunzione del mio Burro Ghee, super filtrato dal Lattosio, nel percorso Detox e nelle tecniche di ripopolamento della flora batterica, in particolare nei casi di disbiosi o di procedure post-irrigazione individualizzate, perché il nutriente viene catalogato come veicolante per innalzare i valori del Colesterolo o come fonte eccessiva di grassi animali e quindi di aumento di peso. In realtà avete visto e comprovato come la corretta e contemporanea assunzione con tutti gli altri nutrienti e fitoterapici individualizzati abbia favorito le espulsioni dei vostri calcoli senza quasi accorgervene, o comunque con fastidi o dolorini gestibili risolti con la loro successiva espulsione.

Di fatto avete semplicemente nutrito la vostra flora batterica donando nuova forza e linfa al vostro Sistema Immunitario, avete “lubrificato” nella maniera corretta, avete avvelenato ospiti indesiderati o li avete “rincoglioniti” privandoli di motilità e nutrimento, avete liberato la depurazione epatica impedendo il ristagno delle famigerate e maledette gas bubbles (non aprire questo link se non si hanno problematiche parassitarie) che in molti avete imparato a riconoscere. Potremmo dire che avete agglutinato i/il problema (ricordate cosa accade con agglutinazione?) tramite un nutriente che potremmo considerare una specie porta aerei con un potenziale di fuoco impressionante, ma dal sapore decisamente invitante. Non essendo medico mi rifaccio sempre e solo da quello che tocco con mano e dall’esperienza acquisita con il confronto con voi tutti. Ribadisco il consiglio di continuare i rispettivi protocolli individuali con i consigli dati e condivisi, e di non allarmarsi qualora compaiano sassolini nelle evacuazioni, inaspettati!. Butter Ghee ha dato un grosso aiuto a tutti, io in primis, e rimane un nostro alleato potentissimo. Godiamocelo in santa pace e lasciamo che Butirrato continui a potenziare il sistema immunitario donandoci vigore ed eliminando intrusi e problematiche infiammatorie e addio alle bolle tossiche (foto sotto).

Il presente articolo è di mia proprietà e non può essere condiviso o copiato senza il mio consenso. Ricordo che non sono medico e che le eventuali indicazioni date non costituiscono o sostituiscono indicazioni mediche.

 

 

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Colazione disintossicante: Futomaki per colazione alla moda di Lux

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Ciao

Mi chiedete alternative gustose e specifiche ai protocolli usuali delle colazioni! Eccovi serviti con quella che più spesso consiglio a chi richiede energia, buona digestione, fibre, proteine vegetali, iodio naturale e detossinazione! Si preparano, si porzionano in base al quantitativo che vogliamo assumere e si congelano senza problemi. Se si vogliono inserire proteine animali consiglio di spalmare Butter Ghee su fettine sottili di Salmone fresco e poi congelare ( mai assumere pesce fresco senza abbatterlo per almeno 24 ore nel congelatore, ricordatevelo). Mai assumere freddi i Futomaki di Lux, riscaldateli un pochino prima di assumerli in microonde o vapore o come preferite, gli aromi si sprigioneranno meglio e non rischierete congestioni.

Utensili e Ingredienti:

Stuoino (il mio è grande)
Film alimentare o carta oleata
Alghe Nori
Zucchine fresche a fette sottili (pelapatate)
Carote fresche a fette sottili (pelapatate)
Trevisana stufata e raffreddata
Semi di Quinoa bolliti con Curcuma freddi
Foglie di Coste al vapore raffreddate
Un controllore, nel mio caso il mio gufetto porta appunti!

Procedimento:

Sullo stuoino stendete un foglio di film o carta che sbordi almeno 5 cm per parte.

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Adagiate il/i fogli di alghe con la parte opaca all’interno ( non passatele alla fiamma per favore)

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Adagiate le Zucchine

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Ricoprite con le carote

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Disponete le foglie di Trevisana stufata

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Qualche cucchiaio di quinoa

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Chiudete con le foglie di Coste al vapore

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Arrotolate nel modo usuale

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Porzionate secondo il vostro fabbisogno

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Questo è il risultato!

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A disposizione

Lux

Il post è di proprietà di Lacucinadilux.com. E’ necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.

La cipolla e il tempo in cucina… e non solo

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Ciao

Rispondo dal mio sito a tutti coloro che, stranamente, e non so come, continuano a richiedermi precisazioni, spiegazioni etc. sulla teoria “omeoculinaria” del cipollone e del tempo che dedico alla sperimentazione e ricerca. Mi scuso anticipatamente, per il divagar divagando, che solo in parte c’entra con lo spadellare canonico e culturale, ma mi è richiesto e voglio farlo.

La teoria della “cipolla” o Allium cepa…nasce dal percorso di sfogliamento che mi sono imposto per raggiungere, sfogliando appunto, il nucleo di tal malfamato Lux, mettendo alla luce, ripercorrendole a ritroso, tutte quelle sovrastrutture e quei vincoli (le foglie che circondavano il nucleo) utilizzate negli anni per nascondere, celare, allontanare o cementare, in una strenua mia difesa (o attacco) il vero e limpido “sono io”, sono fatto così e devo e posso solo migliorarmi, senza nascondermi sotto l’ala protettrice della foglia che mi ricamavo addosso di volta in volta. Chiaro? spero.

Le foglie rappresentano un problema specifico: foglia accettazione, foglia salute, foglia sesso, foglia famiglia, foglia genitori, foglia amore, foglia dolore, foglia lavoro, foglia politica, foglia rapporti, foglia paura, etc.. fate vobis, che si accumulano nel tempo formando il cipollone che, sappiamo tutti, dopo un po’, mal conservato, irrancidisce e produce acidi, solfati e ammoniaca che, inizialmente, attivano la lacrimazione (dolore), ma poi la putrefazione (annientamento DI ME).

Lo stato delle cose: o imputridisco e mi piango addosso, oppure, e qui casca l’asino, reagisco e mi “sfoglio” (o spoglio) per ri-conoscermi e ri-generarmi. Se sono qui a scrivere è intuibile per quale opzioni abbia optato…. Tralascio il mio percorso per non correre il rischio di farvi sbadigliare, ma posso assicurarvi che non è stato rose e fiori. Quindi, il punto è questo: se vi volete davvero bene, se volete dare una svolta, se volete provare A CAMBIARE, dovete in primis amarvi e ri-conoscere, con sincera consapevolezza, voi stessi e il vostro intimo nascosto, celato, ignorato, sepolto e portarlo alla luce e poi osservarlo da quante più angolazioni possibili, ma senza cadere nel vittimismo o nel trascendentale, e poi gettarne le foglie appassite e tenere quelle con linfa vitale, la vostra vita che è sempre stata lì, come la brace calda e ristoratrice del fuoco di bivacco serale. Potreste non piacervi, potreste guardare indietro ed avere ancora timore, potreste ricadere e ricadere negli stessi errori, ma potreste anche consapevolmente stupirvi, impressionarvi, autostimarvi, scoprire poi come amarvi, grazie alle continue cadute e successive ripartenze. Almeno ora siete voi a decidere e, responsabilmente e consapevolmente, vi state assumendo la scelta e non l’obbligo di essere.

Per quanto riguarda il tempo che trascorro ai fornelli: adesso, ora, la preoccupazione temporale, la spesa, oddio sono in ritardo non ce la farò mai…. NON mi appartengono più. I percorsi detox, i percorsi cipolla, permettono di dare al tempo il giusto valore. Se mi voglio bene e per stare bene necessito di seguire il mio protocollo, sfogliando la cipolla “senso del dovere” e sostituendola con la foglia vitale del ” voglio volermi bene”, imparerò presto a comprende quanto tempo inutile e superfluo andavo a dedicare a situazioni che mi impoverivano del tempo che mi apparteneva. Imparerò che con l’esempio anche il marito, i figli, le persone che mi circondano, beneficeranno di questa nuovo modo di sentirmi. Accadranno miracoli come: tesoro stasera lavo io i piatti, dammi la lista spesa che mentre rientro dal lavoro la faccio io, mamma guarda mi sono già lavato i denti riordinato la camera…..Non sono utopie, accadono davvero. Basta credere e provare a cambiare la modalità da “essere per dovere” in “sono consapevole di ciò che voglio”. E il tempo si trova.

SARACENO E CACAO MANU

Disintossicarsi? Si, semplicemente e dolcemente…..ma con attenzione al PH dei nutrienti

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Ciao
Mi chiedete cosa fare dopo i “bagordi festivi” per recuperare energia dopo gli “affaticamenti” digestivi…..
Bene, per prima cosa dobbiamo tenere presente i valori Ph dei nutrienti: alcalini e acidi non sono la stessa cosa e l’errore che si commette più spesso, in particolare durante un cenone, è l’assunzione di abbinamenti nutrizionali scorretti, che causano poi le difficoltà digestive delle quali vi lamentate, causati dall’insieme sbilanciato di questi Ph.
Un Ph alcalino abbinato ad uno acido innesca uno scompenso che chiamerei “reciproco annullamento”.
E’ come se il vostro stomaco si trovasse alla guida di una macchina, fermo di fronte ad un bivio non sapendo che strada prendere!
Lo stomaco resta immobile, indeciso e carico di ulteriore preoccupazione perché i succhi gastrici stanno facendo un “casino” incredibile nei sedili posteriori!
Tutto il sistema è stato messo in moto dagli enzimi della salivazione ed ora la “macchina” sarebbe in grado di correre spedita, ma questa titubanza crea affanno.
Pesantezza, eruttazione, acidità, sonnolenza, ansia, irritabilità, malavoglia, tossettina fastidiosa, sbadigli, naso che cola, acufene, sono solo alcuni dei sintomi più comuni, e spesso sottovalutati, che indicano che lo stomaco è in pausa pericolosa!
Se vi capitasse una situazione del genere sorseggiate un bel bicchiere di acqua calda, calda non tiepida, e vedrete che il tutto ripartirà. Avrete semplicemente ripristinato, con la diluizione e il calore, una soluzione alcalino-acida di base, come se lo stomaco avesse finalmente deciso che indicazione seguire.
Unica avvertenza: evitate successivamente di assumere bevande fredde, alimenti freddi, eccedere con gli zuccheri ( amidi di: frutta fresca, frutta secca, alcolici, lattosio, dolciumi).
Generalmente sono consigli che funzionano, e molto bene…. e vi fanno comprendere come un nutriente composito come un affettato (altamente acido) abbinato ad una fetta di cereale  lievitato (altamente acido) ed una maionnaise (altamente acida) facciano a pugni con quella fettina di salmone fresco ( alcalino ) marinato in una vinaigrette di limone (alcalina) che avete precedentemente assaporato….. In poco tempo, e solitamente voracemente, abbiamo creato un PH confusionario nello stomachino!
Per gli amici vegetariani o vegani: anche un ottimo Hummus (solitamente alcalino) spalmato su un cereale lievitato (altamente acido) innesca questo meccanismo!
Quindi?
Cerchiamo di non miscelare eccessivi nutrienti e di godercela alla grande, tenendo presente però che, se già sappiamo che il nostro stomachino non è un “tritasassi” di sua natura, almeno le bevande o gli alimenti freddi sarebbe meglio evitarli del tutto!
Ma poi?
Finiti i bagordi necessitiamo di un meritato riposo bio-chimico, di accelerare l’eliminazione delle tossine tramite gli organi emuntori, di ripristinare un Ph alcalino, di ripristinare una benefica e fortificata flora intestinale etc…
Come?
Il mio consiglio è semplice e valido per tutti: Minerali, Vitamine, proteine Vegetali, Butirrato e tanti liquidi! Il tutto lo si trova in abbondanza in zuppe e minestroni. Molti obietteranno che, trattandosi di Verdura, la si può assumere anche allo stato crudo!
NO, rispondo subito! Allo stato crudo anche la verdura necessita, in particolare per coloro che hanno già stomachini delicati, di essere conosciuta PRIMA come universo chimico e poi come valore nutrizionale! O si rischiano fermentazioni “esplosive” e cefalee ficcanti!
Perciò?
Visto che tutti ,ma proprio tutti, sanno come si prepara un minestrone, tralascio il procedimento ed allego uno dei miei file base per iniziare un percorso Detox. di qualche giorno. E’ di semplicissima lettura, permette infiniti abbinamenti e aiuta nella depurazione in maniera semplice e dolce.
Uniche raccomandazioni  per 1 L di preparazione:
A) Utilizzare sempre Curcuma polvere e gli aromi freschi
B) Lavare e tostare leggermente Miglio, Saraceno Gritz o Quinoa per poi cuocerli a parte e successivamente essere impiattati al di sotto del minestrone.
C) Per evacuazioni già normoformate e morbide omettere i Semi di Lino e Zucca.
D) Se una verdura non è in lista significa semplicemente che non va bene in quanto andrebbe ad alterare i delicati equilibri del Ph che ho formulato in questa lista Detox.
E) Per comodità è possibile preparare sacchettini di verdura cruda e congelarli già porzionati.
Per il resto potrete abbinare tutti i vegetali presenti e a voi idonei come preferite, ma consiglio di provare a farlo con tutti i nutrienti elencati!
Ovviamente la lista l’ho suddivisa per Gs, ma chi è contrario o non crede in queste “indicazioni” troverà comunque giovamento dall’assunzione di questi nutrienti.
Ciao a tutti
Lux
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IL CROHN E LE FIBRE ALIMENTARI: CLASSI, TIPOLOGIE, EFFETTI

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Pubblico questo articolino, sulle fibre, per tutte coloro che mi chiedono se è possibile migliorare evacuazioni + energia, senza dover passare sotto le mie forche caudine!! Il fai da te è sconsigliato ed è sempre necessario confrontarsi con il proprio medico di fiducia, in particolare quando sussistono patologie infiammatorie intestinali come Crohn.

RICORDATEVI SEMPRE che sono cuochino ok?

LA FIBRA ALIMENTARE

 LE CLASSI:

A) CLASSE CELLULOSA come POLIMERO NON RAMIFICATO
PRINCIPALI FONTI: PARETE DELLE CELLULE VEGETALI, TEGUMENTO
EFFETTI ATTESI: AUMENTO DEL PESO E DEL VOLUME DELLA MASSA FECALE
 
B) CLASSE: EMILCELLULOSA
STRUTTURA CHIMICA: MISCELA DI MOLECOLE DI PENTOSI E DI ESOSI IN CATENE RAMIFICATE
FONTI: PARETE DELLE CELLULE VEGETALI – CRUSCA D’AVENA INTEGRALE DEAMARIZZATA (attenzione: la vera Crusca è chiara e leggerissima e non è ricavata dal seme di scarto schiacciato)
EFFETTI FISIOLOGICI: AUMENTO DEL PESO E DEL VOLUME DELLA MASSA FECALE – LEGA GLI ACIDI BILIARI
 
C) CLASSE: GOMME
STRUTTURA CHIMICA: POLIMERI CONTENENTI ACIDO URONICO A CATENA RAMIFICATA
FONTI: GOMMA ARABICA COCHLOSPERMUM RELIGIOSUM
EFFETTI FISIOLOGICI: LASSATIVO
 
D) CLASSE: MUCILLAGINI
STRUTTURA CHIMICA: SIMILE ALLA EMILCELLULOSA
FONTI: PRESENTI NELL’ENDOSPERMA DEI SEMI VEGETALI GUAR LEGUMI PSILLIO
EFFETTI FISIOLOGICI: IDROCOLLOIDI CHE LEGANO GLI STEROIDI E RITARDANO LO SVUOTAMENTO GASTRICO. CHELAZIONE DEI METALLI PESANTI
 
E) CLASSE: PECTINE
STRUTTURA CHIMICA: MISCELA GALATTURANO, GALATTANO, ARABINOSIO ESTERIFICATI CON METILE
FONTI: SCROZA DEGLI AGRUMI, POLPA DELLA MELA, PELLE DELLA CIPOLLA
EFFETTI FISIOLOGICI: IDROCOLLOIDI CHE LEGANO GLI STEROIDI E RITARDANO LO SVUOTAMENTO GASTRICO. CHELAZIONE DEI METALLI PESANTI

F) CLASSE: POLISACCARIDI PRESENTI NELLE ALGHE
STRUTTURA CHIMICA: ACIDI D-MANNURONICO E L-GLUCURONICO POLIMERIZZATI
FONTI: ALGINA, CARRAGENINA
EFFETTI FISIOLOGICI: IDROCOLLOIDI CHE LEGANO GLI STEROIDI E RITARDANO LO SVUOTAMENTO GASTRICO. CHELAZIONE DEI METALLI PESANTI
   
G) CLASSE: LIGNINE
STRUTTURA CHIMICA: FENILPROPENE POLIMERICO NON CARBOIDRATO
FONTI: LEGNO, GRANO, MELA, CAVOLO
EFFETTI FISIOLOGICI: ANTIOSSIDANTI E ANTICANCEROIDI
 

EFFETTI BENEFICI DELLA FIBRA ALIMENTARE:

 favorisce un regolare transito intestinale

  • ritarda lo svuotamento gastrico rallentando l’assorbimento degli zuccheri
  • accresce il senso di sazietà
  • stimola l’attività pancreatica
  • agisce come una sorta di zavorra nei confronti della massa fecale
  • riequilibra la flora batterica intestinale
  • aumenta la produzione di acidi grassi a catena corta
  • riduce i lipidi ematici
  • rende la bile più solubile

CELLULOSA

Il componente più conosciuto della parete delle cellule vegetali è la cellulosa e la crusca è quella che ne contiene maggiormente. Relativamente insolubile in acqua, ha la capacità di legarla facendo aumentare il volume della massa fecale e stimolando la motilità intestinale. Sebbene non possa essere digerita dagli esseri umani, la cellulosa viene però parzialmente digerita dalla flora batterica intestinale. Questo processo fermentativo naturale, che avviene nel colon, provoca la demolizione di circa il 50% della cellulosa e costituisce un’importante fonte di acidi grassi a catena corta. Questi ultimi hanno proprietà importantissime per la funzionalità del colon.

EMICELLULOSA

La fonte più conosciuta di emicellulose e la crusca d’avena. Esse sono costituite da piccole molecole di zuccheri (pentosi ed esosi) con configurazioni a catena ramificata di dimensioni molto più ridotte rispetto alla cellulosa. Le emicellulose sono componenti della fibra molto più importanti della cellulosa. Oltre a favorire la peristalsi intestinale, questi composti esercitano molti altri effetti. Sono anche una fonte importante di acidi grassi a catena corta.

GOMME

Le gomme vegetali sono un gruppo complesso di sostanze solubili in acqua che danno gel voluminosi. Vengono essudate da varie piante in risposta a una lesione e sono estratte industrialmente mediante incisione dei tronchi e la raccolta del liquido. Le gomme trovano impiego come emulsionanti, addensanti e stabilizzanti nell’industria alimentare e come lassativi in farmaceutica. Esempi di gomme vegetali sono la gomma ricavata dal cochlopermum religiosum e la gomma arabica.

MUCILLAGINI

Simili alla emicellulose ma classificate come mucillagini per la loro particolare collocazione nei semi della pianta. In genere si trovano nello strato interno (endosperma) dove hanno la funzione di trattenere l’acqua per impedire che il seme si inaridisca.

La gomma guar che si trova nella maggior parte delle leguminose è la più studiata. Le mucillagini trovano impiego nell’industria come stabilizzanti e addensanti nei formaggi, nelle salse, nelle minestre, nei dentifrici, nelle preparazioni farmaceutiche in gel, nelle lozioni, nelle pomate e nelle compresse. Vengono utilizzate anche come lassativi.

Fra le fibre in grado di formare gel, la gomma guar e le altre mucillagini, sono forse i più potenti agenti per l’abbassamento del tasso di colesterolo. E’ stato dimostrato che la gomma guar riduce i livelli di glucosio e di insulina a digiuno e dopo i pasti; se assunta durante i pasti porta a una riduzione del peso corporeo e a una diminuzione dello stimolo della fame.

Il baccello del seme di psillio (plantago ovata) è un altro esempio di fibra mucillaginosa. E’ ampiamente utilizzata come lassativo di rigonfiamento. Possiede molte delle qualità della gomma guar, con la differenza cha ha una maggiore azione lassativa.
PECTINA E SOSTANZE SIMILI

Si trovano in tutte le pareti delle cellule vegetali nonché nella buccia e scorza della frutta e delle verdure. La scorza di arancia contiene il 130% di pectina, la buccia della mela il 15% e la biccia delle cipolle il 12%.

La capacità di formare gel è nota a chiunque abbia preparato gelatine e o marmellate.

E’ a questa proprietà che si devono gli effetti di abbassamento del tasso di colesterolo esercitati dalla pectine attraverso il meccanismo di legare il colesterolo agli acidi biliari favorendone l’eliminazione.

POLISACCARIDI DELLE ALGHE

In questa categoria di fibre rientrano i composti prodotti dalle alghe marine: acido alginico, agar e carragenina. Sono utilizzati massicciamente dall’industria alimentare ed è stato dimostrato che gli alginati, inibiscono massicciamente l’assorbimento dei metalli pesanti nell’intestino. L’Agar è utilizzato come addensante e ha azione lassativa.La carragenina è utilizzata nei prodotti caseari e per quelli a base di cioccolato. Alcune ricerche hanno dimostrato come questi additivi alimentari possano provocare tumori del colon, anomalie del feto e ingrossamento del fegato ( epatomegalia).

LIGNINE

Sono sostanze vegetali di basso peso molecolare, costituite dalla polimerizzazione di derivati dell’acido cinnamico. Molte lignine mostrano importanti proprietà anticancerose, antibatteriche, antimicotiche e hanno un’azione antivirale. Le lignine vengono trasformate dalla flora batterica intestinale in enterolattone e enteriodiolo, due composti che si ritiene svolgano un’azione protettiva contro i tumori, in particolare quello del seno.

COMPOSTI ASSOCIATI ALLE FIBRE

Calcio, fosforo, magnesio e potassio sono immagazzinati nella pianta grazie all’acido fitico. I fitati alimentari influiscono negativamente sull’assorbimento e sull’utilizzo di molti minerali, fra cui il calcio, il ferro e lo zinco. La principale fonte di fitati nell’alimentazione è costituita dai cereali: gran parte viene eliminata dal calore e dalla fitasi durante il processo di lievitazione del pane. Poiché i fitati impediscono l’assorbimento dei minerali, il consumo eccessivo dei cereali o di pane non lievitato, può determinare uno stato carenziale.

EFFETTI FISIOLOGICI DELLA FIBRA ALIMENTARE

  1. Massa fecale e tempo di transito intestinale
  2. Digestione
  3. Metabolismo dei lipidi
  4. Acidi grassi a catena corta
  5. Flora batterica intestinale

MASSA FECALE E TEMPO DI TRANSITO

Le fibre vengono utilizzate nel trattamento della stitichezza da moltissimo tempo. Quelle alimentari insolubili in acqua come la cellulosa (crusca di frumento) aumentano la massa fecale come conseguenza della loro proprietà di assorbire l’acqua. Il tempo di transito viene quindi notevolmente ridotto. Le culture con modelli alimentari ad alto tenore di fibre (100-180gr die) solitamente hanno un tempo di transito di 30 ore ed una massa fecale intorno ai 500gr. Le culture “occidentali” con bassissimo tenore di fibre, hanno un tempo di transito di 48 ore e una massa fecale di soli 100gr. Questo maggiore tempo di transito permette una prolunga esposizione a varie sostanze cancerogene all’interno dell’intestino. Non dobbiamo prendere in considerazione la fibra solo per migliorare il transito intestinale e quindi per il trattamento della stitichezza; è importantissima anche per la sindrome del colon irritabile e per la diarrea. Inserendo nella dieta le fibre, si avranno migliori evacuazioni con un riequilibrio della flora intestinale a chi soffre di queste problematiche. L’effetto della fibra alimentare sul tempo di transito intestinale è in apparenza direttamente correlato con gli effetti che questa esercita sulla consistenza della massa fecale. Una massa fecale più consistente passa con maggior facilità attraverso il colon, la defecazione risulta meno difficoltosa e di conseguenza non impone uno sforzo eccessivo. Questo si traduce in minori sollecitazioni della parete del colon, evitando quindi l’effetto di dilatazione che dà luogo alla formazione di diverticoli. Previene inoltre la formazione di emorroidi e di vene varicose.

DIGESTIONE

Pur accelerando il transito attraverso il tratto gastrointestinale, la fibra alimentare rallenta lo svuotamento gastrico. Gli alimenti vengono quindi rilasciati più gradualmente nell’intestino tenue con più graduale innalzamento del tasso di glucosio ematico. Come reazione all’apporto di fibra si riscontra anche un aumento dell’attività e della secrezione degli enzimi digestivi del pancreas.

METABOLISMO DEI LIPIDI

I gel solubili in acqua e le fibre viscose come la crusca di avena, la gomma guar e la pectina sono in grado di abbassare i livelli dei siero lipidi (colesterolo e trigliceridi) aumentando considerevolmente la loro eliminazione attraverso le feci e impedendo che vengano prodotti nel fegato. Le fibre non solubili in acqua come la crusca del grano, hanno un effetto notevolmente minore per quanto riguarda la riduzione dei livelli di siero lipidi.

ACIDI GRASSI A CATENA CORTA

Il processo fermentativo della fibra alimentare da parte della flora batterica intestinale produce tre prodotti finali principali:

  • acidi grassi a catena corta
  • vari gas
  • energia

Gli acidi grassi a catena corta sono:

il proprionato e l’acetato vengono trasportati direttamente al fegato e utilizzati per la produzione di energia, mentre il butirrato rappresenta un’importante fonte energetica per le cellule che rivestono il colon. Il effetti, il butirrato, è la fonte di metabolismo energetico di elezione nel colon. Alla produzione di butirrato possono essere attribuite anche le proprietà antitumorali della fibra alimentare. E’ stato dimostrato che il butirrato possiede una cospicua azione antitumorale negli animali e nell’uomo.

FLORA BATTERICA INTESTINALE

La fibra alimentare migliora tutti gli aspetti della funzione del colon. Di importanza fondamentale è il ruolo da questo svolto nel mantenere l’equilibrio della flora batterica nel colon. Un basso apporto di fibra è associato a una eccessiva proliferazione di batteri che producono endotossine (cattive) e a una minore percentuale di batteri del genere lactobacillus (buoni) e altri batteri acidofili. Una dieta ricca di fibra alimentare favorisce la proliferazione di batteri acidofili mediante una migliore sintesi degli acidi grassi a catena corta, i quali diminuisco il PH del colon.

MALATTIE ASSOCIATE ALLA CARENZA DI FIBRA ALIMENTARE

MALATTIE DEL COLON

Le prove che documentano gli effetti positivi della fibra alimentate nei confronti del tumore del colon sono numerosissime. Esistono prove di un’analoga connessione con altre malattie diffuse: diverticolite, diverticolosi, sindrome del colon irritabile, colite ulcerosa e appendicite.

OBESITA’

Una dieta carente di fibra alimentare è un’importante fattore predisponente all’insorgenza dell’obesità. La fibra alimentare svolge un’importante ruolo di prevenzione che possiamo così riassumere:

  1. Gli alimenti devono essere masticati più a lungo, costringendo così a mangiare più lentamente.
  2. Viene aumentata la perdita di calorie attraverso le feci
  3. Viene migliorata la secrezione degli ormoni digestivi
  4. Viene migliorata la tolleranza al glucosio
  5. Viene indotto un senso di sazietà

DIABETE MELLITO

Gli studi epidemiologici e i dati clinici e sperimentali dimostrano che il diabete mellito è una delle malattie più chiaramente correlabili a una insufficiente apporto di fibra alimentare. Gli studi clinici che hanno dimostrato il benefico effetto terapeutico della fibra alimentare sul diabete hanno ulteriormente convalidato questa connessione. L’azione di prevenzione e di miglioramento del diabete della fibra è dovuta ai suoi effetti sul glucosio e, di conseguenza, sui livelli di insulina. Una dieta ricca di zuccheri complessi e di fibra alimentare riduce l’innalzamento del tasso di glucosio nel sangue dopo i pasti ( in gran parte ritardando lo svuotamento gastrico e riducendo quindi la secrezione d’insulina) e aumenta la sensibilità dei tessuti all’insulina. I prodotti finali della fermentazione delle fibre, soprattutto acidi e grassi a catena corta, migliorano inoltre la funzione glicogenica del fegato e possono contribuire agli effetti terapeutici della fibra alimentare nei confronti del diabete.

ciao

Lux

 

 

 

 

Intestino: le problematiche infiammatorie

In evidenza

Mi richiedete specifiche per la gestione delle problematiche infiammatorie intestinali. Prendendo spunto da lavori già pubblicati e dalla mia esperienza, proseguo questo dialogo con voi, ricordando che non sono medico ma cuoco ok? Sia chiaro che la mia esperienza non può essere replicata, siamo tutti differenti.

CARO IL MIO INTESTINO…..

Ciò che è dentro l’intestino è in realtà ancora fuori dall’organismo.

Ciò che è dentro l’intestino è un carico di nutrienti ma anche di tossine, antigeni, microrganismi da cui l’organismo deve essere protetto. La parete intestinale è la prima barriera di protezione con i suoi vari avamposti di difesa: l’epitelio della mucosa, le secrezioni di muco e degli anticorpi IgA, i linfociti intramurali, gli antigeni dei gruppi sanguigni che qui funzionano come ronde di riconoscimento immunitario e anche come approvvigionamento alimentare per la flora saprofita batterica. Quando per qualche motivo la barriera intestinale perde le sue funzioni di protezione impermeabile e diventa permeabile, le sostanze come microrganismi, tossine, macromolecole di cibi indigeriti, pezzi di cellule morte e le lectine dannose dei cibi passano dal lume intestinale nel sangue, e vanno a tutto l’organismo, producendo vari effetti: intossicazione, infiammazioni, stimolazioni immunitarie. La iperpermeabilità della parte intestinale è detta “leaky gut” (intestino che cola, perde) e i disordini clinici associati ad essa sono le “sindromi del leaky gut”. Tantissime sono le malattie che oggi sono messe in relazione all’aumento della permeabilità della parte intestinale. Oltre che quelle infiammatorie e infettive dell’intestino stesso (coliti ulcerose, crohn, intestino irritabile, candidosi) anche malattie della pelle (acne, orticaria, psoriasi, eczema, sclerodermie, dermatite erpetiforme), delle articolazioni (artriti acute e croniche degenerative e autoimmunitarie come l’artrite reumatoide) e sistemiche (celiachia, infezioni da candida e altri funghi, sclerosi multipla, fibromialgia, autismo, sindrome da affaticamento cronico, allergie respiratorie, malattie autoimmuni, epatite cronica, pancreatite cronica, cancro del pancreas, aids). In realtà c’è sempre un circolo vizioso tra leaky gut e sindromi del leaky gut: l’iperpermeabilità intestinale col suo carico dannoso estraneo scatena e/o aggrava la malattia e questa a sua volta, con meccanismi diversi, stimola e/o aggrava il problema intestinale. Le cause del leaky gut possono essere varie: infezioni dell’intestino, allergie e intolleranze alimentari, digiuni e diete drastiche, alcol, farmaci vari, tossine, trattamenti radioterapici, interventi chirurgici, condizioni di ipossia. Ma la responsabilità maggiore di questa che ormai è diventata un’epidemia in tutti i paesi industriali, è la cattiva alimentazione e la pessima igiene di vita. Nel nostro intestino arriva di tutto: cibi incompatibili col proprio gruppo sanguigno col loro carico di lectine dannose, cibi raffinati privi di elementi nutritivi e pieni di molecole inerti, cibi trasformati geneticamente che non fanno parte della struttura biologica della natura, cibi uccisi dai sistemi di cottura e trattamenti casalinghi e industriali, molecole irriconoscibili dall’organismo come i coloranti e i conservanti, molecole denaturate dalla surgelazione e congelamento.
Mettiamo dentro l’intestino cose che non spalmeremmo sulla nostra pelle.

La prima conseguenza di tutto ciò è l’infiammazione della mucosa intestinale, che si carica di tossine e che alla fine, a causa della distruzione dei “desmosomi” (le giunzioni proteiche che tengono unite tra di loro le cellule epiteliali) incomincia a “smagliarsi” come un cencio vecchio. Una griglia permeabile a tutto. Non sempre ci si accorge di questo problema.
I sintomi iniziali possono essere vari ma aspecifici: dolori e gonfiori addominali, bruciore di stomaco, diarrea, stitichezza, intolleranze alimentari varie, dolori ai muscoli e alle articolazioni, crampi, stanchezza, scarsa tolleranza allo sforzo, malessere, febbre di origine sconosciuta, eruzioni cutanee, senso di intossicazione, senso che il cibo non ci sta nutrendo, deficit di memoria, mancanza di fiato, candidosi croniche e recidivanti soprattutto a carico delle vie genitali e soprattutto nella donna.
Tutti disturbi questi che possono non avere un riscontro diagnostico di laboratorio o strumentale. Tutti gli esami di routine che normalmente vengono eseguiti, risultano spesso nella norma.

TERAPIA TROFICA

ALIMENTAZIONE negli stati infiammatori e per la prevenzione.

Non è possibile effettuare il “Fai da te” quando vi sono evidenze di queste problematiche, bisogno rapportarsi con il proprio medico di riferimento e condividere con esso o con lo staf, ogni dubbio, preoccupazione o risultanze. Molto spesso l’automedicazione conduce esattamente al peggioramento delle problematiche, causate dall’ignorare le interconnessioni chimiche.

1.In primis consiglio la Scienza dei gruppi sanguigni per l’eliminazione delle lectine dannose. Evitare con rigore i cereali, i legumi e la frutta secca dannosi, particolarmente ricchi di lectine. Un’ottima base di partenza si può trovare a questo indirizzo, ma come sempre ripeto, le variabili soggettive sono tali e tante che è necessario testare ogni alimento tenendo traccia delle eventuali problematiche insorte.
2. Aumentare l’assunzione di fonti di zolfo organico, esclusivamente da nutrienti, che regola la permeabilità delle cellule. Cibi ricchi di zolfo sono le uova, le verdure crucifere (cavoli, cavolfiori, rape, broccoli, ravanelli, crescione, senape, rafano), gli aminoacidi metionina e la cisteina che sono gli unici a contenere zolfo, le vitamine come la tiamina (B1) e la biotina (H).
3. Aumentare l’assunzione di fonti di fibre insolubili come la cellulosa dei vegetali. ATTENZIONE AL “FAI DATE”: Le fonti di fibre solubili come la pectina di frutta o gomma di guar, hanno un effetto bifasico. A livelli bassi invertono la iperpermeabilità, probabilmente da un effetto meccanico di carica che stimola la sintesi di fattori di crescita della mucosa. Ad alti livelli, producono iperpermeabilità, probabilmente inducendo la sintesi di enzimi batterici che degradano mucine intestinali. Per il massimo vantaggio per quanto riguarda la permeabilità intestinale, l’integrazione di fibra alimentare deve quindi contenere una predominanza di fibre insolubili provenienti da vegetali compatibili col gruppo sanguigno. Una fibra molto utile è quella pura di Crusca di Avena deamarizzata.
4. Aumentare l’assunzione dei vegetali che sono ricchi di quercetina e flavonoidi, che inibiscono il rilascio di istamina e di mediatori infiammatori. ATTENZIONE alla Soia! un eccesso causato dal “fai da te” produce un aumento delle problematiche endocrine.
5. Introdurre nella routine alimentare settimanale il pesce: contiene acidi grassi essenziali (soprattutto GLA) che sono i substrati per la sintesi delle prostaglandine.
7. Al mattino a digiuno bere: il succo di mezzo limone e 1 cucchiaino di olio di oliva Bio.
8. Usare Ghee che contiene l’acido butirrico, un grasso a catena corta usato dalle cellule intestinali per il loro metabolismo.
9. Olio di riso: contiene gamma orizanolo che è stato ampiamente studiato in Giappone per i suoi effetti di guarigione nel trattamento delle ulcere gastriche e duodenali e per l’azione antiossidante. Particolarmente indicato per i GsB.
10. Acido folico: contenuto nei vegetali a foglia verde come lattuga, cavoli, spinaci, broccoli. Essenziale per la rigenerazione delle cellule epiteliali della mucosa intestinale, visto anche il loro tipico grande turnover mitotico.
11. Aglio: indicato soprattutto per i Tipi AB. Ricco di zolfo, ha azione potente contro la candida intestinale, e contro i batteri e i virus.

INTEGRAZIONE
1. Acido butirrico: è un acido grasso a catena corta, necessario per il metabolismo aerobico delle cellule del tratto gastrointestinale che lo utilizzano per la produzione di energia al posto dello zucchero. Gli acidi grassi a catena corta hanno la capacità di proteggere contro la proliferazione delle cellule anomale del colon. L’acido butirrico è presente nel ghee.
2. Acido caprilico: è un acido grasso a catena media che viene assorbito dall’intestino e trasportato dai lipidi ematici. Esso è noto per le sue proprietà anti-candida e si deve utilizzare in abbinamento con Curcuma.
Gli acidi grassi essenziali come l’acido butirrico e acido caprilico possono facilitare il metabolismo delle proteine e delle fibre e il loro tempo di transito attraverso l’intestino.
3. La ricerca dei nutrienti deve essere indirizzata verso quelli contenenti vitamine e minerali di base e dovrebbero includere tutte le vitamine B, retinolo, ascorbato, tocoferolo, zinco, selenio, molibdeno, manganese e magnesio.
4. Aloe vera, indicata per i Gs A.
5. Carciofi crudi indicati soprattutto per i Gs A.

Nota sulle Lectine come da vostra richiesta:

In condizioni di normalità le lectine dei cibi che passano dal lume intestinale all’interno della circolazione, è solo del 5% circa, ma questo valore aumenta drammaticamente se la permeabilità è aumentata.
Le lectine dei cibi, che non sono compatibili col proprio gruppo sanguigno, possono lesionare la parete dell’intestino in vari modi:
A) Si attaccano alla mucosa e provocano irritazione e infiammazione. Così fa per esempio la lectina-glutine nell’intestino tenue, mentre la lectina delle arachidi ha una predilezione per la mucosa dello stomaco, e la lectina dei fagioli della soia in alcune persone può provocare una sindrome che è indistinguibile dalla celiachia con dolori addominali e diarrea. Molto spesso sono contattato da amici vegani che soffrono di queste problematiche, in particolare Gs Zero e B. Queste azioni di infiammazione e irritazione da parte delle lectine dannose dei cibi sono molto più evidenti nelle persone che hanno coliti, perché in tal caso vi sono molte più cellule immature sulla mucosa che contengono sulla loro superficie più zuccheri-recettori a cui le proteine lectiniche si attaccano con facilità.
B) possono stimolare il rilascio di istamina e quindi scatenare i sintomi infiammatori.
C) danneggiano le cellule dei microvilli e quindi provocano malassorbimento dei nutrienti necessari per il mantenimento dell’integrità cellulare.
D)interferiscono con gli ormoni e gli enzimi digestivi riducendo così la completa digestione dei cibi (proteici soprattutto, sia animali che vegetali) dando origine quindi alla formazione di tossine intestinali che infiammano.

Da eliminare completamente dalla dieta, fintanto che non si siano ripristinate condizioni di salute ottimali:
Latticini e derivati
Zuccheri raffinati e amidi estratti da Mais
Pomodoro e derivati
Cibi preconfezionati
Maiale e derivati
Carichi di glutine da frumento

ALIMENTI ANTI INFIAMMATORI PER GS:

Zero = Carni Biologiche – Pesce di mare freddo – Lino semi e olio – Alghe – Cipolla – Patate dolci – Spinaci – Cavoli – Bietole

A = Tofu e prodotti soia – Pesce di mare freddo – Lino semi e olio – Olio di oliva – Cipolla – Broccoli – Spinaci – Bietole – Avocado

B = Proteine ovine – Pesce di mare freddo – Kefir – Ghee – Olio di oliva – Lino semi e olio – Cipolla – Funghi Maitake

AB = Tofu e prodotti soia – Pesce di mare freddo – Lino semi e olio – Olio di oliva – – Broccoli – Kefir – Uova – Noci – Cavolfiore

 

Morbo di Crohn: il mio protocollo personale – alimentazione e attività psico-fisica

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Completo oggi e con questo ultimo articolo, il mio racconto sul processo di autoguarigione che ho messo in atto, e che mi da tanto beneficio, da anni. Sto parlando di me e quindi non sono indicazioni che possono essere generalizzate.

Nome: Lux Gs B+
Età: 51
Secretore: si
Genotipo: Esploratore/Nomade
Diagnosi Crohn: 30 anni fa
Interventi: 3 resezioni + stoma 18 mesi

PROTOCOLLO PERSONALE

Oltre a quello già descritto nei precedenti articoli, aggiungo adesso il menù, i protocolli alimentari da prodotti testati e di supporto emozionale.

Qui la base di partenza del Menù personalizzato

Integrazioni base solo da nutrienti : Zinco, Magnesio, Potassio, Selenio, Vit.C., Acido Butirrico, Acido Linoleico, Lecitina, complesso B, protocolli anti stress ossidativo.

https://lacucinadilux.files.wordpress.com/2017/03/colazioni-e-aromatizzazioni-ghee-nc2b01.doc

Integratori fitoterapici: Prebiotici-Fervida,Panax Ginseng, Uva Ursi, Tribulus Terrestris, Holy basil, Liquirizia, Menta Piperita, Zenzero, protocollo Os B, Curcuma, Curry

Supporto emozionale: Metamorfica, Balneoterapia, sempre due volte a settimana la  Sauna Infrarossi (che non c’entra nulla con la Sauna con vapore),attività a contatto con la natura.

Protocollo risveglio: Kefir d’acqua con limone e Trealosio, Prebiotici da fitoterapici fermentati, frullati o frutta fresca, proteine da latticini.

Alimenti ottimali: Avena, Farro, Miglio, Riso, Quinoa, Ghee, verdure fresche, frutta fresca, proteine da legumi, proteine permesse.

Alimenti tollerati: khorasan, leguminose, solanacee, latticini.

Alimenti tossici: Frumento (compreso grani antichi) Grano Saraceno, Maiale, Soja, Pomodoro, Mais, Lenticchie, Pollo, Arachidi, Zuccheri raffinati, Superalcolici, Melograno, Polipo, Crostacei.

In base a queste informazioni elaboro le ricette e i menù a me meglio appropriati perché forse non l’hai ancora compreso, ma il tuo Crohn non esiste. Stai semplicemente pagando una serie di errori alimentari che hanno portato il tuo fisico alla depressione immunitaria. Hai cominciato da piccolissimo ad ingerire schifezze, ti hanno riversato nello stomaco ogni porcheria dolce per farti stare buono e tranquillo. Hanno distrutto le tue difese immunitarie con decine di prodotti carichi di tossine a basso prezzo. Hanno minato i tuoi denti, le tue tonsille, i tuoi muscoli, il tuo sangue. Al posto di darti benzina nel tuo motore da corsa hanno immesso gasolio e ti hanno ingolfato. Alle prime avvisaglie di reazione disintossicante non hanno fatto altro che riempirti di antibiotici, antistaminici, anti di ogni tipologia….o peggio ti hanno tolto tonsille, appendicite, dentini etc. E giù maiale, pomodoro, zuccheri, frumento, mais, dolci, latte, formaggi, arance, e ogni altro “ben di dio” come li chiamano. Il Crohn non esiste, se esci da queste dinamiche imposte e smetti di cercare le pastiglie miracolose, il miracolo lo farai tu. Decine di diete date da persone che “dicono di stare bene ed essere competenti in materia” senza che abbiano mai provato cosa significhi cercare un bagno con un attacco dei tuoi! Loro non hanno fissa nella testa la mappa dei cessi d’Italia, cosa vuoi che ne sappiano? Cucina tu e smettila di avvelenarti. Il crohn non esiste, è il tuo fisico che chiede aiuto, se non lo ascolti e fai qualcosa diventi corresponsabile della tua situazione e sarai solo una cavietta da esperimenti da spennare mentre continuerai a lamentarti del poco tempo per…dei pochi soldi per…della poca voglia per…e continuerai ad essere quello che vuoi essere in realtà, un finto malato.

Qui hai la scheda da compilare ogni maledetto giorno per capire quello che ti fa male e quello che ti fa stare meglio. E’ semplice ma anche difficile, perché dovrai compilarla tu. Ne sei capace? scheda alimentare di lux

 

 

Ciao e buona salute

Lux

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Il mio Morbo di Crohn

In evidenza

Sollecitato, mi sono convinto a pubblicare questo articolo, che spero serva a tutti coloro che non sanno o capiscono, che la battaglia contro le infezioni gastrointestinali si può combattere e vincere.

Ovviamente, e necessariamente, parlerò di me senza tenere in considerazione i percorsi detox fatti da altri, e che hanno prodotto risultati, in quanto l’assunzione di responsabilità individuale è tale e deve restare.

Darò quindi le linee guida e i protocolli utilizzati dal sottoscritto e poi ognuno farà le proprie valutazioni, responsabilmente e consapevolmente, ricordando che sono cuochino e non medico, oppure medico di me stesso e tanto mi basta.

Chi mi segue da tempo, o chi mi ha incontrato, sa che spesso e volentieri parlo di consapevolezza e responsabilità individuale come base ineludibile per poter modificare la propria visione di “malato sofferente” in un approccio più pragmatico del “ posso cambiare e tornare a vivere senza il peso di quest’etichetta scomoda”.

Sono io stesso autore di questo percorso, e nessuno potrà attaccarmi dandomi del bugiardo, perché quella nuova vita è la mia, e la testimonio quotidianamente.

PRECISAZIONE:

Chi non crede nelle potenzialità del cuore, della mente, dell’anima, chi scarica addosso ad altri problematiche proprie, che si piange addosso, che crede che esista la pastiglia miracolosa o chi pensa che il mondo, gli altri, i propri affetti più cari debbano essere sottoposti alla vergogna dell’utilizzo indiscriminato del “sono malato e quindi sono sempre giustificato” creando dolore, ansia, preoccupazione, incertezza e infelicità, in chi nulla c’entra e, anzi, si prodiga, è cortesemente pregato di mollare questo articolo e di portarsi tutte le proprie certezze e meschinità appresso, qui di certezze e giustificazioni non ve ne sono per alcuno, qui di giustificazioni non ne troverete. Continuate a servirvi della malattia per i vostri irrisolti problemi e cercate altrove le vostre risposte. Spero sia chiaro tutto.

Tralascio il percorso fatto nella ricerca degli alimenti perché già lo conoscete dalla lettura delle altre pagine di questo sito, tralascio la tipologia infiammatoria perché già la conoscete. Parliamo della quotidianità per vivere un futuro appagante e pieno, come le persone “normali”…..

I MIEI PROTOCOLLI:

https://lacucinadilux.com/2014/01/26/la-malattia-di-crohn-o-morbo-di-crohn/

  1. A) Consapevolezza > non sono un malato, ho SOLO dei problemi di salute da risolvere
  2. B) Responsabilità > non voglio dipendere da altri – non voglio servirmi di questa condizione
  3. C) Competenza ­> necessito di informazioni, non posso conoscere se non studio
  4. D) Curiosità > voglio applicare le competenze e testare su me stesso – rielaboro tecniche per me stesso
  5. E) Alimentazione > voglio impegnarmi nella ricerca degli alimenti migliori per me
  6. F) Cura del corpo > voglio fare attività sportiva e protocolli benessere per stare meglio
  7. G) Accoglienza > voglio essere aperto a quello che mi propongono senza pregiudizio provando prima di giudicare negativamente

LA CONSAPEVOLEZZA

Poche righe solo per dire che se non avessi modificato la visione generale della problematica infiammatoria, sarei rimasto ancorato alla ricerca mentale principale: “Scusi,dov’è il bagno?”

Un vincolo pesante, che ti costringe ad una ricerca continua di quel punto di riferimento, in qualunque luogo io fossi o prefigurassi di andare. Diventare esperti “ricercatori di toilettes” non volevo rimanesse l’obiettivo principe della mia esistenza. Se non avessi affrontato questa dinamica azzoppante, rifiutandola, non avrei intrapreso il mio percorso di liberazione da questi fardelli. Quindi ho preso coscienza del voler provare a vivere dinamiche di speranza e ho modificato la visione: c’è un problema e devo fare di tutto per capire e cercare di risolverlo, al contrario altri avrebbero fatto scelte al mio posto! Non accettabile.

LA RESPONSABILITA’

Cambiare, o tentare di cambiare le cose, per me significava e significa, essere responsabili di ciò che scelgo di fare o provare, senza che altri patiscano per questo. Non è semplice! Per una persona che ti vuole bene il vederti sofferente provoca emozioni pazzesche. Questo pensiero mi è stato di aiuto per aumentare il più possibile il mio impegno. A volte, mentendo spudoratamente sul mio stato di salute, difendevo i miei cari da quest’ angoscia, che ti corrode e stritola le budella, quando riconosci una sofferenza alla quale non puoi dare conforto. Anche questo mi è servito per capire. Immedesimarmi nelle preoccupazioni che io creavo mi è servito per liberarmi definitivamente dal rapporto “malattia-giustificazione-desolazione dell’anima”, cambiandolo in un problema “lo affronto-futuro possibile”.

COMPETENZA

La ricerca delle informazioni, la loro analisi, il cercare di mettere insieme i pezzi come in un puzzle, lo studio di nuove teorie o la lettura di articoli scientifici mi permettono di ampliare, oppure eliminare, le competenze. L’essenza e viene mantenuta e il superfluo viene dimenticato. Il riferimento principale rimane la ricerca svolta dalle strutture sparse per il mondo di http://generativemedicine.org/portal/ e di http://www.dadamo.com/science_writings.htm

CURIOSITA’

E’ la base fondamentale per la ricerca di nuove tecniche nella preparazione delle mie ricette

ALIMENTAZIONE

Tutto quello che ho acquisito mi pone nella condizione di ricercare, testare, applicare i protocolli alimentari migliori.

CURA DEL CORPO

Fondamentale supporto per il mantenimento fisico e psicologico. Io sono fortunato, ho a disposizione il Centro Crisalide e la sua meravigliosa Sauna a raggi Infrarossi http://generativemedicine.org/portal/sweat-it-out-the-benefits-of-infrared-sauna/ che mi aiuta ad eliminare le tossine assunte durante i test dei prodotti veicolandole all’esterno. E’ uno strumento importante per moltissime problematiche (pelle, organi interni, intossicazione, dolori articolari etc..) che spesso si accompagnano al Morbo di Crohn. Effettuo anche altri protocolli quali la Balneoterapia, il massaggio, Dermocenter, UV, che alterno alla Sauna. Inoltre cammino molto…….

ACCOGLIENZA

Semplicemente non rifuggo dal provare o testare metodiche differenti dalla mia e che mi vengono suggerite.

Tutti questi protocolli concorrono al mantenimento del mio ottimale stato di salute. Facendo i conti in tasca alla mia esistenza posso tranquillamente affermare che il bilancino danaro rispetto ai benefici che ho acquisito, pende decisamente verso i benefici e che i costi del mantenimento fisico con i suoi protocolli, vengono ampiamente ripagati dal sentirsi un “quasi sanissimo” .

Ciao e buona salute a tutti

LUX

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INTESTINO parte terza: “LEAKY GUT” le Lectine e l’alimentazione

In evidenza

https://lacucinadilux.com/2014/02/22/intestino-parte-prima-leaky-gut/

https://lacucinadilux.com/2014/02/25/intestino-parte-seconda-leaky-gut/

La mia ricerca nutrizionale-personale, trova una sintesi, fra tutte le culture e tecniche esplorate e testate per comprendere quali fossero gli alimenti per me idonei o migliori, nella Scienza dei Gruppi Sanguigni. Sovente dico che “ho trovato le risposte che cercavo e che mi permettono di  comprendere perfettamente perché un alimento mi fa male ed un altro no” anche se, ovviamente, non posso affermare con certezza granitica che questa sia l’unica strada percorribile e migliore in assoluto. Posso però affermare, con assoluta certezza, che se non avessi sperimentato e testato io, in prima persona, le reazioni ai differenti nutrienti, questa strada non l’avrei mai percorsa.

Diciamo, che ero già pronto per intraprenderla; forgiato dalla fatica del rinunciare, dello sperimentare, del fallire e quindi stare male o dello stare bene quando trovavo un nutriente, ora mi è chiarissimo, che fosse compatibile con il mio gruppo sanguigno.

Avevo intuito che qualcosa doveva pur esserci che legava tali alimenti che funzionavano anche in abbinamento, o che non funzionavano, e la pratica quotidiana degli appunti scritti e delle correlazioni mi ha aiutato in maniera formidabile. La scheda giornaliera https://lacucinadilux.files.wordpress.com/2012/05/scheda-alimentare-di-lux2.xls mi è stata di fondamentale aiuto e vi invito ad utilizzarla.

La differenza tra un nutriente benefico ed uno a me tossico, la fanno delle proteine chiamate LECTINE. Queste sono presenti ovunque: animali, piante, virus e microganismi, e vengono utilizzate dalla ricerca in quanto sono potentissimi strumenti con proprietà, per alcune di esse, di indurre mitosi nelle cellule che normalmente non si dividono, o di avere caratteristiche simili a quelle degli antigeni dei gruppi sanguigni, quindi comportandosi come nemici per quelle persone che hanno anticorpi diretti contro quello specifico antigene!

Se per esempio prendiamo un alimento come il latte, che ha lectine specifiche molto simili all’antigene B, e lo diamo da bere ad una persona di gruppo A, immediatamente il suo sistema immunitario si attiverà per agglutinare ed espellere quello che viene riconosciuto come un pericoloso intruso! Quindi per me che sono B, un bicchiere di latte di capra o vaccino fresco non crea grandi problemi, per un gruppo A, al contrario, vengono innescate tutta una serie di contromisure potentissime alle quali molto spesso non diamo alcuna importanza (diarrea, cefalea, dolori articolari, sternuti ripetuti, attacchi di panico, spossatezza etc..) che, se protratti negli anni, creano poi situazioni difficili da risolvere, dato che basta un goccio di questo alimento nel famigerato”cappuccino” della colazione per creare tutta una serie di problematiche a cascata. Se poi a questa colazione comunemente spacciata per perfetta ( veloce e gustosa ) vengono aggiunti altri alimenti incompatibili con il proprio gruppo sanguigno, quindi altre sostanze e lectine, ecco che abbiamo tutta una serie di cofattori tossici che il nostro organismo dovrà gestire, non senza dispendio energetico e neppure certezza di riuscirci.

Sempre in base alla mia esperienza, interfacciata con le basi della ricerca della Scienza dei Gruppi Sanguigni, e sfruttando quello che già i ricercatori, D’Adamo in primis, quotidianamente sperimentano e analizzano, posso consigliare un percorso generico, che serve più da stimolo per un approfondimento individuale che non un protocollo rigido e granitico, per tentare di ripristinare la corretta funzione intestinale ed eliminare, o perlomeno alleviare e prevenire, tutte le problematiche leaky gut descritte precedentemente.

E’ quindi fondamentale sapere a quale gruppo sanguigno si appartiene! Dovrebbe essere chiaro che questo ci serve per evitare ai nostri antigeni (le sentinelle) di attivarsi e di mandare in battaglia i nostri anticorpi, magari già indeboliti e fiaccati dalle precedenti battaglie combattute. Poi bisogna evitare di assumere le nostre famose lectine incompatibili con il nostro Gs.: moltissime sono presenti nei cereali, nella frutta secca e nei legumi e li menziono apposta perché spesso sono alimenti spacciati per fondamentali e soggetti ad abusi quotidiani. Fatta la premessa passo ad alcuni consigli: 

Integrazione di alimenti o integratori contenenti zolfo organico, per migliorare la permeabilità cellulare. Lo possiamo trovare nelle uova e negli alimenti di origine animale, nelle verdure come rape, broccoli, cavoli, ravanelli, cavolfiori, nel crescione e nel rafano. Bisogna porre attenzione e verificare la compatibilità di questi alimenti con il proprio GS.

L’assunzione di metilsulfonilmetano (MSM) presente in Aloe vera ( GsA ok) o venduto come integratore, e gli aminoacidi metionina e cisteina,  tiamina e biotina come vitamine. Ricordatevi che Aloe deve essere sospeso un giorno prima del ciclo, meglio dall’ovulazione, per riprenderlo due giorno dopo il fine ciclo.

Per migliorare il transito intestinale è consigliabile l’assunzione di fibre cellulosiche insolubili, quali la crusca d’avena, ma ATTENZIONE, quella vera non i semini schiacciati e spacciati per tali!!

Anche arabinogalattano, che si trova in molti vegetali come carote, ravanelli, porri, pere, pomodori è una fibra utilissima allo scopo.

Per inibire il rilascio di istamina bisognerebbe assumere quercitina, composto idrosolubile appartenente ai flavonoidi.

La gelatina animale, assunta tramite i classici brodi, è di grande aiuto per ripristinare l’impermeabilità intestinale. Anche in questo caso possiamo scegliere in base al nostro Gs. Per gli A si dovrebbe preferire quello a base di gallina senza pelle, per i B ovino o coniglio, per gli AB sovra coscia di tacchino, e per gli Zero la parte di manzo denominata “cappello del prete” e qualche osso con midollo.

Molti di voi già lo fanno, ma anche la pratica mattutina del bere appena alzati un bicchiere di acqua carbonata, a temperatura ambiente, con il succo spremuto fresco di mezzo limone, aiuta e molto!

Introdurre per noi mediterranei il pesce nella dieta dovrebbe essere una banalità! Purtroppo così non è, e pertanto lo devo ricordare. Gli acidi grassi contenuti nelle sue carni danno un ulteriore mano a impermeabilizzare il nostro intestino bucato. Anche in questo caso le specie devono essere Gs compatibili e, possibilmente, NON di allevamento.

Come sempre preciso che queste indicazioni sono riferite ad un mio percorso di conoscenza e ricerca personale. I suggerimenti non hanno alcun valore scientifico o di sostituzione medica e non voglio in alcun modo indurre a pratiche di automedicazione. Sono un cuochino e come tale dovete giudicarmi. Vi invito solo ad approfondire (molti link inseriti dovrebbero aiutarvi) e porvi in condizione dubitativa per trovare, e provare, differenti percorsi di conoscenza e competenza. Io non do nulla per scontato e granitico, fatelo anche voi.

LEGUMINOSE: Ceci e Cicerchie

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CECI E CICERCHIE

Conosciuti e utilizzati già in epoca antica, come testimoniato dal cognomen di uno dei più illustri cittadini romani del primo secolo avanti Cristo, Marcus Tullius Cicero. Cicerone era così chiamato per un’escrescenza sul naso di un suo antenato che ricordava nella forma un cece, in latino cicer. Il nome scientifico della pianta è infatti Cicer arietinum, e appartiene alla famiglia delle Fabaceae. Si tratta di una pianta annuale con steli che non superano gli 80 centimetri, ma con radici che possono diramarsi nel terreno fino a due metri di profondità. I semi, contenuti nei baccelli, sono commestibili, e sono i legumi noti appunto come ceci. Molto prima di caratterizzare il cognome di Cicerone, i ceci erano conosciuti nell’area mediterranea, e risulta che fossero già coltivati durante l’età del bronzo. Grazie all’alto contenuto proteico, e alle proprietà energetiche, sono sempre stati utilizzati con successo nell’alimentazione dalle popolazioni rurali come valida alternativa alle proteine animali di più difficile reperibilità quotidiana. Attualmente sono i legumi più diffusi dopo, soia e fagiolo comune, e i paesi che ne producono la maggiore quantità sono India, Australia e Pakistan che esportano nel nostro paese grandi quantità. In Italia vengono coltivati soprattutto in Liguria, Toscana, Lazio, Umbria e sono amati e consumati ovunque, basti pensare alla celebre Farinata e alle molteplici tipicizzazioni territoriali, in particolare nelle zuppe o minestroni. Hanno notevole utilizzo nelle cucine proteiche di vegetariani e vegani, che li utilizzano per compensare lo scarso o nullo utilizzo delle proteine animali.

Per coloro che seguono regimi alimentari della Scienza dei Gs e PALEO diete: Adattissimi per gli stomaci dei gruppi Zero In particolare con abbinamenti di Acido Butirrico da Butter Ghee e aromi freschi per la corretta gestione dell’Acido Fitico e delle Lectine in essi contenute. Non stiamo utilizzando il seme intero ma paste e farina che sono stati sottoposti a lente lavorazioni proprio per abbassare i livelli dei Fitati. Si consiglia un consumo pari a tre porzioni settimanali max.

Valori nutrizionali

Sono legumi invernali, calorici, un etto di ceci contiene circa 316 kcal. Sono ricchi di vitamina C, E, B1, B2, B3, fibre, magnesio, potassio, fosforo, calcio e ferro, folati , zinco, rame, manganese, molibdeno e selenio, acidi grassi insaturi. Su cento grammi di prodotto circa il 10 per cento è rappresentato da acqua, il 47 da carboidrati, il 20 da proteine, il 6 da grassi, il 14 da fibra. Contengono più lecitina rispetto alla soia ed alle arachidi. Gli aminoacidi presenti sono: acido glutammico, acido aspartico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, omocisteina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Proprietà salutistiche:

Colesterolo:

Una ricerca apparsa sulla rivista Annals of Nutrition and Metabolism descrive le proprietà che i ceci hanno di abbassare i livelli di LDL o colesterolo cattivo nel sangue, e di conseguenza il ruolo protettivo che i ceci svolgono nei confronti del cuore. Le motivazioni di questi effetti benefici dei ceci sono da ricondursi alla buona presenza in questi legumi di magnesio e di folati. Quest’ultimo infatti sembra avere la proprietà di abbassare i livelli di un aminoacido che, quando presente in quantità eccessiva nel sangue, aumenta la possibilità di infarto e di ictus. Il nome di questo aminoacido è omocisteina. Un’altra sostanza presente in questi legumi e che concorre a ridurre il colesterolo LDL è la lecitina che, insieme agli acidi grassi polinsaturi, è il principale antagonista del colesterolo cattivo.

Circolazione sanguigna: l’abbondanza di magnesio nei ceci invece, apporta benefici alla circolazione sanguigna

Pressione sanguigna: il potassio, che è una antagonista del sodio, da il suo contributo per il controllo della pressione arteriosa.

Omega 3: i ceci contengono anche acidi grassi insaturi, meglio conosciuti come Omega 3 che, oltre a prevenire gli stati di depressione hanno la proprietà di abbassare i trigliceridi e soprattutto sono in grado di apportare benefici al ritmo cardiaco evitando così l’insorgere di aritmie al cuore.

Fibre: degna di nota la presenza nei ceci di una buona quantità di fibre solubili in quanto hanno la proprietà di regolare le funzioni del nostro intestino ed allo stesso tempo contribuiscono a mantenere equilibrati i livelli di glucosio nel sangue. Anche le fibre solubili concorrono nell’eliminazione del colesterolo dal sangue, infatti queste fibre migliorano la circolazione sanguigna assorbendo il colesterolo prima che questo venga assorbito dall’intestino. In questo modo la fibra solubile forma un ammasso di gel che viene espulsa dall’organismo tramite le feci e con questa anche il colesterolo.

I ceci in cucina

La ricetta più conosciuta è certamente Pasta e Ceci, e ogni paese ha il suo metodo di preparazione. Piatto completo, di origine contadina, che veniva perfettamente gestito a livello digestivo grazie al lavoro duro nei campi e alle temperature non proprio tropicali delle abitazioni non riscaldate di un tempo. Altra meravigliosa zuppa italiana è a base di legumi misti, verdure e cereali; noi consigliamo di non abbinare mai i cereali con i legumi per evitare fermentazioni fastidiose, ma di unire la nostra pasta, anche spezzettata, a dei bei minestroni o fumetti, anche di pesce. I nostri formati si possono ovviamente utilizzare per preparare dei primi asciutti con l’aggiunta di Butter Ghee Seeed. I ceci vengono spesso utilizzati bolliti come contorno, insieme a verdure di vario tipo o proteine animali e per la preparazione di polpette o purè proteici. La farina di ceci, che si ottiene dalla macinazione dei ceci essiccati poi liberati dalla crusca, viene utilizzata in molte preparazione, dalla Farinata ligure alla Panissa, alla Panella palermitana, alla Cecìna pisana e alla Torta livornese. Se ad oggi il vostro unico utilizzo dei Ceci è stato semplicemente la loro aggiunta ad un’insalata oppure, di tanto in tanto, mangiare dell’Hummus, allora vi state perdendo alcuni degli ottimi benefici della farina di ceci! Questa farina di ceci ha gli stessi vantaggi nutrizionali del seme intero, dal momento che è semplicemente pura: ceci e basta. Con questa farina è poi possibile ottenere crespelle, biscotti, legare salse, panificazioni senza glutine, gnocchetti, pasta fatta in casa. 

                    In nostri prodotti su Seeed.it:

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