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GRUPPI SANGUIGNI E GENOTIPI NELL’ARTE

10 luglio 2013

tipologie sanguigne

Una creazione di 5×2 metri di mia figlia per un’esame di anatomia è diventata, ai miei occhi, la rappresentazione armonica dei genotipi. Perlomeno il sottoscritto, vi individua il cacciatore, l’insegnante, il raccoglitore, il nomade, il guerriero e l’esploratore. L’individuazione del proprio genotipo è fondamentale per poter scegliere, in maniera ancora più accurata, gli alimenti migliori per la nostra alimentazione. Si tratta di comprendere in quale direzione i nostri geni si siano sviluppati e che ruolo abbiano avuto nell’evoluzione del nostro Dna. A volte quello che etichettiamo come “sogno particolare” potrebbe essere un riaffiorare di ancestrali ricordi della nostra evoluzione. Ne parleremo ancora, ma non ora. Ora continuo nella contemplazione di questa meravigliosa creazione artistica.

Brava Ice.

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4 commenti
  1. Anonimo permalink

    …e come ” LA MUSICA NEL CUORE ” questo potrei dire ” I COLORI DELL ‘ ANIMA “.
    Per realizzare questa meraviglia devi essere proprio una persona speciale , chissà quante altre cose hai da dirci …noi attendiamo. Manu

  2. Anna Maria Gatti permalink

    interessante! ciao, anna gatti

  3. stefania permalink

    …intenso…. che meraviglia…complimenti

  4. Anonimo permalink

    brava, sì. la mano che l’ha fatta, l’idea che c’è dietro, la capacità di lasciare a chi la guarda la libera interpretazione.
    ciascuno può vedere quello che sa vedere.
    p.s. io ci vedo l’umano nel cammino dalla genesi all’apocalisse. i colori nello sfondo sono come la musica di sottofondo dei film, raccontano anche a occhi chiusi.
    la prima figura a sx mi rimanda all’uomo quasi informe, completo nel corpo ma agli albori nell’interiorità, quella “ignoranza” che lo porta alla violenza, a vedere l’altro come il nemico e nella seconda figura ci vedo una sorta di guerriero, poi via via il dissolversi e il patire nel corso dei secoli fino alla natività, la rinascita e la risurrezione per tutti e poi, il blu dell’oscurità, del dubbio, della perdità di identità, l’uomo girato di spalle che non sa chi è, dove andare, dopo tante scoperte che non hanno scoperto niente, solo e senza fede.
    ma c’è un senso.
    basta fare un passo indietro e guardare tutta la tela, allora si vede tutto il cammino e l’evoluzione che non ha fine e non ha inizio. la speranza torna.
    la fede torna e – realizzo – non era mai andata via, semplicemente non la sentivo.

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