Ricevo privatamente da un B- maschio:

“Ciao Lux. Non ti conosco personalmente ma mi sento di scriverti perchè ho in comune con te il sangue e la malattia. Omissis…. Mi riconosco moltissimo nella descrizione che hai fatto e ti invidio molto perchè io sono all’inizio delal ricerca o sfogliamento come lo chiami tu, per capire come gestire la malattia. Volevo chiederti se anche a te accade o è accaduto, che il sentirti in gabbia e il non poter esprimere le fantasie e la voglia di fare, ti abbiano portato a chinare la schiena e a subire decisioni di altre persone pur di non stare male, perchè a me questo accade. O meglio, sto male non fisicamente ma capisco che aumenta in me un peso che rimane sullo stomaco. Tu come hai fatto a trovare soluzione a questa cosa? sempre che ti sia successa. Grazie se vorrai rispondermi”

Sembra che questo sito stia virando su panoramiche che includano, oltre alla nutrizione, anche altro, non certo meno importante, che coinvolge tutto il nostro essere, che per me è stomaco, cuore, anima e amore. Ancora una volta mi interpellate per una condivisione esperienzale, e non mi sottraggo, anche perchè sapete che non sono medico, psicologo o altro, ma solo cuoco, quindi si fanno chiacchiere tra virtuali amici senza aspettative o altro.

Rispondo: Conosco perfettamente il tuo problema, e non credo sia solo dei Gs B come noi, ma un poco di tutte le persone di buon cuore, che vengono riconosciute come tali, e alle quali mettono spesso i piedi in testa! Guarda che la colpa, è solo nostra però. Va bene cercare il compromesso, va bene non cercare lo scontro frontale, va bene tutto quello che vuoi se calma infiammazione e dolori. Ma stai caricando il tuo cuore, la tua anima, di fardelli pesantissimi che prima o poi dovranno essere affrontati. E posso assicurarti che quel giorno potresti rimpiangere le scariche diarroiche e sanguinanti o i dolori di stomaco da piegarti in due! Sono dolori impensabili, perchè spaccheranno il tuo essere, accompagnate dalle menzionate problematiche fisiche, che mai mancano in questi casi. Se capisco la tua situazione e la rapporto alla mia, parlerei dell’elemosinare affetti. Sei, e sono stato, talmente preso dal dolore fisico, che vivi come sudditanza la tua vita. Impari a bastare a te stesso, diventi servo delle altrui esigenze, ti sei riprogrammato per farti accettare NONOSTANTE la malattia. Invivibile te lo assicuro. O meglio, gestibile fintanto che non esplodi dentro. Parlerò in altro articolo dei passi da me compiuti per tenere sotto controllo l’infiammazione e di come ci sia riuscito e faccio, adesso mi preme farti capire che, se dovrai elemosinare affetto, cerca di farlo per chi veramente è importante per te, non disperdere i tuoi talenti, donali con tutto il cuore solo a colei o coloro che ti stimano e ti contraccambiano lo stesso amore. Ma prima dovrai fare delle scelte, soppesare, guardarti dentro, porti domande forti che richiederanno risposte altrettanto forti e a volte spiacevoli. Il primo passo per stabilizzare il nostro intestino è da compiersi assieme a queste domande, e aspettati pesanti ripercussioni nel tratto più debole di questo tubo cavo, ma la strada, che ancora sto percorrendo e che conosco è questa ma è solo la mia, non so se può essere anche la tua, temo però che dovrai cercartela. Questa è solo un’ indicazione personale di marcia. Poniti sul tuo sentiero e lasciati guidare dal tuo istinto genetico. Fidati di lui.

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