Mi richiedete specifiche per la gestione delle problematiche infiammatorie intestinali. Prendendo spunto da lavori già pubblicati e dalla mia esperienza, proseguo questo dialogo con voi, ricordando che non sono medico ma cuoco ok? Sia chiaro che la mia esperienza non può essere replicata, siamo tutti differenti.

CARO IL MIO INTESTINO…..

Ciò che è dentro l’intestino è in realtà ancora fuori dall’organismo.

Ciò che è dentro l’intestino è un carico di nutrienti ma anche di tossine, antigeni, microrganismi da cui l’organismo deve essere protetto. La parete intestinale è la prima barriera di protezione con i suoi vari avamposti di difesa: l’epitelio della mucosa, le secrezioni di muco e degli anticorpi IgA, i linfociti intramurali, gli antigeni dei gruppi sanguigni che qui funzionano come ronde di riconoscimento immunitario e anche come approvvigionamento alimentare per la flora saprofita batterica. Quando per qualche motivo la barriera intestinale perde le sue funzioni di protezione impermeabile e diventa permeabile, le sostanze come microrganismi, tossine, macromolecole di cibi indigeriti, pezzi di cellule morte e le lectine dannose dei cibi passano dal lume intestinale nel sangue, e vanno a tutto l’organismo, producendo vari effetti: intossicazione, infiammazioni, stimolazioni immunitarie. La iperpermeabilità della parte intestinale è detta “leaky gut” (intestino che cola, perde) e i disordini clinici associati ad essa sono le “sindromi del leaky gut”. Tantissime sono le malattie che oggi sono messe in relazione all’aumento della permeabilità della parte intestinale. Oltre che quelle infiammatorie e infettive dell’intestino stesso (coliti ulcerose, crohn, intestino irritabile, candidosi) anche malattie della pelle (acne, orticaria, psoriasi, eczema, sclerodermie, dermatite erpetiforme), delle articolazioni (artriti acute e croniche degenerative e autoimmunitarie come l’artrite reumatoide) e sistemiche (celiachia, infezioni da candida e altri funghi, sclerosi multipla, fibromialgia, autismo, sindrome da affaticamento cronico, allergie respiratorie, malattie autoimmuni, epatite cronica, pancreatite cronica, cancro del pancreas, aids). In realtà c’è sempre un circolo vizioso tra leaky gut e sindromi del leaky gut: l’iperpermeabilità intestinale col suo carico dannoso estraneo scatena e/o aggrava la malattia e questa a sua volta, con meccanismi diversi, stimola e/o aggrava il problema intestinale. Le cause del leaky gut possono essere varie: infezioni dell’intestino, allergie e intolleranze alimentari, digiuni e diete drastiche, alcol, farmaci vari, tossine, trattamenti radioterapici, interventi chirurgici, condizioni di ipossia. Ma la responsabilità maggiore di questa che ormai è diventata un’epidemia in tutti i paesi industriali, è la cattiva alimentazione e la pessima igiene di vita. Nel nostro intestino arriva di tutto: cibi incompatibili col proprio gruppo sanguigno col loro carico di lectine dannose, cibi raffinati privi di elementi nutritivi e pieni di molecole inerti, cibi trasformati geneticamente che non fanno parte della struttura biologica della natura, cibi uccisi dai sistemi di cottura e trattamenti casalinghi e industriali, molecole irriconoscibili dall’organismo come i coloranti e i conservanti, molecole denaturate dalla surgelazione e congelamento.
Mettiamo dentro l’intestino cose che non spalmeremmo sulla nostra pelle.

La prima conseguenza di tutto ciò è l’infiammazione della mucosa intestinale, che si carica di tossine e che alla fine, a causa della distruzione dei “desmosomi” (le giunzioni proteiche che tengono unite tra di loro le cellule epiteliali) incomincia a “smagliarsi” come un cencio vecchio. Una griglia permeabile a tutto. Non sempre ci si accorge di questo problema.
I sintomi iniziali possono essere vari ma aspecifici: dolori e gonfiori addominali, bruciore di stomaco, diarrea, stitichezza, intolleranze alimentari varie, dolori ai muscoli e alle articolazioni, crampi, stanchezza, scarsa tolleranza allo sforzo, malessere, febbre di origine sconosciuta, eruzioni cutanee, senso di intossicazione, senso che il cibo non ci sta nutrendo, deficit di memoria, mancanza di fiato, candidosi croniche e recidivanti soprattutto a carico delle vie genitali e soprattutto nella donna.
Tutti disturbi questi che possono non avere un riscontro diagnostico di laboratorio o strumentale. Tutti gli esami di routine che normalmente vengono eseguiti, risultano spesso nella norma.

TERAPIA TROFICA

ALIMENTAZIONE negli stati infiammatori e per la prevenzione.

Non è possibile effettuare il “Fai da te” quando vi sono evidenze di queste problematiche, bisogno rapportarsi con il proprio medico di riferimento e condividere con esso o con lo staf, ogni dubbio, preoccupazione o risultanze. Molto spesso l’automedicazione conduce esattamente al peggioramento delle problematiche, causate dall’ignorare le interconnessioni chimiche.

1.In primis consiglio la Scienza dei gruppi sanguigni per l’eliminazione delle lectine dannose. Evitare con rigore i cereali, i legumi e la frutta secca dannosi, particolarmente ricchi di lectine. Un’ottima base di partenza si può trovare a questo indirizzo, ma come sempre ripeto, le variabili soggettive sono tali e tante che è necessario testare ogni alimento tenendo traccia delle eventuali problematiche insorte.
2. Aumentare l’assunzione di fonti di zolfo organico, esclusivamente da nutrienti, che regola la permeabilità delle cellule. Cibi ricchi di zolfo sono le uova, le verdure crucifere (cavoli, cavolfiori, rape, broccoli, ravanelli, crescione, senape, rafano), gli aminoacidi metionina e la cisteina che sono gli unici a contenere zolfo, le vitamine come la tiamina (B1) e la biotina (H).
3. Aumentare l’assunzione di fonti di fibre insolubili come la cellulosa dei vegetali. ATTENZIONE AL “FAI DATE”: Le fonti di fibre solubili come la pectina di frutta o gomma di guar, hanno un effetto bifasico. A livelli bassi invertono la iperpermeabilità, probabilmente da un effetto meccanico di carica che stimola la sintesi di fattori di crescita della mucosa. Ad alti livelli, producono iperpermeabilità, probabilmente inducendo la sintesi di enzimi batterici che degradano mucine intestinali. Per il massimo vantaggio per quanto riguarda la permeabilità intestinale, l’integrazione di fibra alimentare deve quindi contenere una predominanza di fibre insolubili provenienti da vegetali compatibili col gruppo sanguigno. Una fibra molto utile è quella pura di Crusca di Avena deamarizzata.
4. Aumentare l’assunzione dei vegetali che sono ricchi di quercetina e flavonoidi, che inibiscono il rilascio di istamina e di mediatori infiammatori. ATTENZIONE alla Soia! un eccesso causato dal “fai da te” produce un aumento delle problematiche endocrine.
5. Introdurre nella routine alimentare settimanale il pesce: contiene acidi grassi essenziali (soprattutto GLA) che sono i substrati per la sintesi delle prostaglandine.
7. Al mattino a digiuno bere: il succo di mezzo limone e 1 cucchiaino di olio di oliva Bio.
8. Usare Ghee che contiene l’acido butirrico, un grasso a catena corta usato dalle cellule intestinali per il loro metabolismo.
9. Olio di riso: contiene gamma orizanolo che è stato ampiamente studiato in Giappone per i suoi effetti di guarigione nel trattamento delle ulcere gastriche e duodenali e per l’azione antiossidante. Particolarmente indicato per i GsB.
10. Acido folico: contenuto nei vegetali a foglia verde come lattuga, cavoli, spinaci, broccoli. Essenziale per la rigenerazione delle cellule epiteliali della mucosa intestinale, visto anche il loro tipico grande turnover mitotico.
11. Aglio: indicato soprattutto per i Tipi AB. Ricco di zolfo, ha azione potente contro la candida intestinale, e contro i batteri e i virus.

INTEGRAZIONE
1. Acido butirrico: è un acido grasso a catena corta, necessario per il metabolismo aerobico delle cellule del tratto gastrointestinale che lo utilizzano per la produzione di energia al posto dello zucchero. Gli acidi grassi a catena corta hanno la capacità di proteggere contro la proliferazione delle cellule anomale del colon. L’acido butirrico è presente nel ghee.
2. Acido caprilico: è un acido grasso a catena media che viene assorbito dall’intestino e trasportato dai lipidi ematici. Esso è noto per le sue proprietà anti-candida e si deve utilizzare in abbinamento con Curcuma.
Gli acidi grassi essenziali come l’acido butirrico e acido caprilico possono facilitare il metabolismo delle proteine e delle fibre e il loro tempo di transito attraverso l’intestino.
3. La ricerca dei nutrienti deve essere indirizzata verso quelli contenenti vitamine e minerali di base e dovrebbero includere tutte le vitamine B, retinolo, ascorbato, tocoferolo, zinco, selenio, molibdeno, manganese e magnesio.
4. Aloe vera, indicata per i Gs A.
5. Carciofi crudi indicati soprattutto per i Gs A.

Nota sulle Lectine come da vostra richiesta:

In condizioni di normalità le lectine dei cibi che passano dal lume intestinale all’interno della circolazione, è solo del 5% circa, ma questo valore aumenta drammaticamente se la permeabilità è aumentata.
Le lectine dei cibi, che non sono compatibili col proprio gruppo sanguigno, possono lesionare la parete dell’intestino in vari modi:
A) Si attaccano alla mucosa e provocano irritazione e infiammazione. Così fa per esempio la lectina-glutine nell’intestino tenue, mentre la lectina delle arachidi ha una predilezione per la mucosa dello stomaco, e la lectina dei fagioli della soia in alcune persone può provocare una sindrome che è indistinguibile dalla celiachia con dolori addominali e diarrea. Molto spesso sono contattato da amici vegani che soffrono di queste problematiche, in particolare Gs Zero e B. Queste azioni di infiammazione e irritazione da parte delle lectine dannose dei cibi sono molto più evidenti nelle persone che hanno coliti, perché in tal caso vi sono molte più cellule immature sulla mucosa che contengono sulla loro superficie più zuccheri-recettori a cui le proteine lectiniche si attaccano con facilità.
B) possono stimolare il rilascio di istamina e quindi scatenare i sintomi infiammatori.
C) danneggiano le cellule dei microvilli e quindi provocano malassorbimento dei nutrienti necessari per il mantenimento dell’integrità cellulare.
D)interferiscono con gli ormoni e gli enzimi digestivi riducendo così la completa digestione dei cibi (proteici soprattutto, sia animali che vegetali) dando origine quindi alla formazione di tossine intestinali che infiammano.

Da eliminare completamente dalla dieta, fintanto che non si siano ripristinate condizioni di salute ottimali:
Latticini e derivati
Zuccheri raffinati e amidi estratti da Mais
Pomodoro e derivati
Cibi preconfezionati
Maiale e derivati
Carichi di glutine da frumento

ALIMENTI ANTI INFIAMMATORI PER GS:

Zero = Carni Biologiche – Pesce di mare freddo – Lino semi e olio – Alghe – Cipolla – Patate dolci – Spinaci – Cavoli – Bietole

A = Tofu e prodotti soia – Pesce di mare freddo – Lino semi e olio – Olio di oliva – Cipolla – Broccoli – Spinaci – Bietole – Avocado

B = Proteine ovine – Pesce di mare freddo – Kefir – Ghee – Olio di oliva – Lino semi e olio – Cipolla – Funghi Maitake

AB = Tofu e prodotti soia – Pesce di mare freddo – Lino semi e olio – Olio di oliva – – Broccoli – Kefir – Uova – Noci – Cavolfiore

 

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